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Bonifiche, c’è l’intesa Comune-Regione. «E su Rimateria un nuovo patto con i soci»

Il sindaco Francesco Ferrari ieri mattina davanti al Comune con l’assessora regionale all’Ambiente, Monia Monni

L’assessore Monni incontra il sindaco Ferrari: «Faremo insieme una proposta che tenga insieme ambiente e lavoro»

PIOMBINO. Su Rimateria esiste una soluzione per provare a tenere insieme bonifiche, affari e occupazione, e starà in una proposta condivisa da Regione e Comune, anzi «un patto che comprenda ambiente e lavoro», da presentare in tempi brevi ai soci.

Un patto, appunto, così lo ha definito l’assessora regionale all’Ambiente, Monia Monni, ieri a Piombino per vedere da vicino insieme con il sindaco Francesco Ferrari la situazione degli oltre 900 ettari di area Sin.


Una visita che ha inteso fornire il senso dell’impegno della Regione nella promozione delle bonifiche in una città che – solo per fare un esempio – dal 2015 attende 50 milioni del governo per risanare le falde idriche dell’area industriale. E che ha bisogno di interventi per lo smantellamento di vecchi impianti tra cui la cokeria, uno dei punti più pericolosi per la presenza di amianto.

«Apriremo un dialogo col ministero – ha detto Monni in una conferenza stampa all’esterno del Municipio – per le urgenze di Piombino, una città che ha subìto ferite profonde e a cui occorre dare risposte. In fondo Piombino è anche un simbolo del Paese».

Ma l’assessora era in città anche per discutere col sindaco la nuova strada intrapresa dall’Amministrazione comunale nella vicenda Rimateria, società che gestisce la discarica di Ischia di Crociano e che fra due settimane avrà un decisivo appuntamento al Tribunale fallimentare di Livorno in sede di concordato.

Una strada che tende a superare il muro contro muro e lo slogan «mai un metro cubo in più di rifiuti a Rimateria», e basata invece su una trattativa con i soci privati, anticipata ieri dal Tirreno, con al centro nuovi volumi da coltivare (in una quantità compresa tra gli 800mila e 1,2 milioni di metri cubi).

Disponibilità che porterebbe con sé la bonifica della discarica abusiva LI53 con le sue 300mila tonnellate di rifiuti siderurgici a cielo aperto, il mantenimento del posto per i 44 addetti, e disponibilità degli impianti per la bonifica del Sin di Piombino.

Ferrari non vuol definirla «trattativa», preferendo il termine «interlocuzione», ma di fatto un canale con Rimateria, specie con l’arrivo di Iren in società, si è aperto. «Non ho visto solo Iren ma anche Navarra, non ho difficoltà a confermarlo – dice Ferrari – ma il nostro interlocutore resta la società Rimateria».

La soluzione dunque, secondo il sindaco, «sta nell’ottica delle bonifiche», ma né lui né Monni rivelano – comprensibilmente – quale sarà la proposta tecnica da fare ai soci. «Sulla vicenda Rimateria – ha sintetizzato Ferrari, a sostegno della dichiarazione di Monni – abbiamo rinvenuto una visione comune con la Regione, che presto sottoporremo alla società».

Comune e Regione (tra cui continua invece il braccio di ferro sulla sanità col presidio del Comune a Villamarina contro la chiusura del punto nascita) si scoprono dunque in sintonia sulla questione ambientale e nello specifico sulla gestione del caso Rimateria. Che fin qui ha proposto all’Amministrazione incertezze non da poco, come quella sulle possibili ripercussioni di tipo risarcitorio avviate o minacciate dai soci privati, che obbligano il Comune ad accantonare importanti risorse del bilancio.

Del resto Monni, secondo cui l’urgenza di una soluzione è dettata anche «dalla risposta da dare a 44 famiglie», quelle appunto dei dipendenti, a scanso di equivoci ha ricordato che la Regione di recente non ha concesso la richiesta di Aia (autorizzazione integrata ambientale), «un diniego riguardo al mancato rispetto di prescrizioni fondamentali».

Per lei dunque «il tema va riaffrontato da capo», con al centro una visione «nel segno dell’economia circolare».

«Col sindaco Ferrari – ha detto l’assessore riguardo all’esigenza di risanamento ambientale della città – abbiamo condiviso l’esigenza di rafforzare gli sforzi comuni nel dialogo col nuovo governo, anche sull’arretramento della fabbrica, che significa pure rendere appetibili aree per un nuovo sviluppo».

Il primo cittadino ha confermato al termine dell’incontro «una sintonia non scontata con l’assessora», ha ringraziato Monni, «che ha dimostrato anche preparazione e conoscenza del territorio», e ha ribadito «la grande intesa sulle necessarie opere di smantellamento e bonifica e sull’esigenza di arretrare la fabbrica rispetto alla città: siamo convinti che Piombino necessiti di un serio intervento ambientale, attuabile solo se la Regione Toscana sposerà la visione che abbiamo e se, sinergicamente, si troveranno convergenze anche con il governo nazionale». —

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