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Sindacati in allarme per Rimateria: stato di agitazione dei lavoratori

Piombino: «Con il fallimento ci sarebbero enormi rischi ambientali». Pellati incontra i quattro sindaci soci di minoranza Asiu

PIOMBINO. Lavoratori Rimateria in stato di agitazione. A proclamarlo le segreterie sindacali Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti Toscana e Fiadel. Il passo è obbligato, in scia alla sospensione della richiesta di autorizzazione integrata ambientale per il rialzo del cono rovescio e la riprofilatura e rialzo della discarica ex Lucchini decisa dalla conferenza dei servizi regionale. Nuove incognite sulle prospettive dell’azienda che è in regime di concordato in continuità. Il calendario Rimateria corre. Stando ai termini dell’ultima proroga concessa dal Tribunale di Livorno – per legge non è possibile darne altre – entro il 3 marzo la società deve presentare il piano di concordato, che dovrà poi passare all’esame dei creditori e al vaglio dei giudici per l’omologa.

A quel che filtra dalle stanze del quartier generale di Ischia di Crociano l’azienda presenterà comunque un piano concordatario, che dovrebbe richiedere un intervento economico da parte dei soci privati. Il tutto per ricostituire il capitale sociale e dare gambe a ciò che resta da fare dei lavori per la messa in sicurezza della discarica. Passaggi che non possono essere sostenuti per legge, semmai vi fosse la volontà, da un impegno finanziario di Asiu Spa in liquidazione e Lucchini Spa in amministrazione straordinaria. Al di là dei diversi toni che accompagnano il passaggio al tavolo fiorentino, dagli uffici della Regione non è ancora stato inviato il documento all’azienda con il dettaglio delle prescrizioni tecniche che rendono provvisorio il parere del 4 febbraio.

«Non c’è nulla da festeggiare, anzi, questo è il momento della massima preoccupazione, perché Rimateria è a serio pericolo fallimento, entro i primi giorni di marzo andrà depositato il piano di concordato al giudice fallimentare di Livorno, alla cui base c’era la coltivazione della ex Lucchini e se fosse negata tre enormi rischi piomberebbero il territorio». Non hanno dubbi le segreterie sindacali che al di là delle posizioni richiamano alla realtà il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e chi ne sostiene la linea d’azione. «L’azienda diventerebbe l’ennesimo “ecomostro” con emissioni e percolato non controllare – sostengono le segreterie sindacali – e da possibile volano per le bonifiche questo sito diventerebbe l’ulteriore bonifica da fare, da mettere in coda al lungo elenco di quelle che aspettano da decenni l’inizio di lavori promessi da tutti e mai mantenuti – affermano –. Ci sarebbero difficoltà di bilancio per le amministrazioni comunali socie di Asiu, comprese le pendenze giudiziarie, con potenziali rischi per i servizi pubblici di tutti i cittadini». Non ultimo: «La perdita di decine di posti di lavoro per le quali non staremo a guardare, e chi è protagonista di questo disastro dovrà trovare le soluzioni e la garanzia della continuità occupazionale». Sulla linea dei sindacati i sindaci dei Comuni soci di minoranza di Aisu, Alberta Ticciati di Campiglia, Alessandro Bandini (San Vincenzo), Sandra Scarpellini (Castagneto) e Alessandro Scalzini (Sassetta), che alla presenza dei sindacati hanno incontrato ieri il presidente Rimateria Francesco Pellati per conoscere lo stato dei fatti.

«Dal presidente apprendiamo che la Regione ha sospeso e non negato l’autorizzazione, subordinandola al termine dei lavori previsti dalle prescrizioni regionali», affermano in una nota congiunta. Che proseguono: «Il piano concordatario se non accettato porterà al fallimento della società, con conseguenti danni per i Comuni soci, in primis Piombino. Il tono trionfalistico di Ferrari è a dir poco fuori luogo e irrispettoso per le decine di famiglie che vivono con quegli stipendi, nonché per la drammatica prospettiva di un intero territorio». I quattro sindaci non vedono strategie alternative. «Ci spieghi il sindaco di Piombino quale strategia vuole portare avanti perché ciò che vediamo è soltanto vuota propaganda che non fa fare un passo avanti nell’interesse collettivo. Ricordiamo bene il mantra “nessun rifiuto da fuori”. Oggi i rifiuti proverrebbero dal nostro territorio e siamo a conoscenza che sono arrivate richieste di conferimenti in questo senso. Stiamo parlando della fondamentale opera attesa da tempo la 398, piuttosto che lo smantellamento e la bonifica dell’ex centrale Enel che a oggi sembra non possano essere gestite dalla nostra discarica e pertanto saranno portati altrove divenendo per qualcun altro, appunto, rifiuti da fuori». — RIPRODUZIONE RISERVATA