«Il declino societario causato solo dal Pd»

Il Gruppo 2019 di Campiglia e L’Assemblea di Suvereto accusano le gestioni precedenti sulle risorse che mancano

piombino. Il Gruppo 2019 di Campiglia e L’Assemblea popolare di Suvereto, intervengono sulla questione Parchi puntualizzando « specie sulle riflessioni del prof. Settis comparse sul Fatto Quotidiano del 23 gennaio».

«La Società Parchi Val di Cornia ha subìto una fortissima regressione della capacità di autofinanziamento a partire dal 2007 e in particolare dal 2011 quando il Comune di Piombino (a guida PD) - accusano - ha tolto i parcheggi di Sterpaia e Baratti all’azienda creando una voragine di 1,2 milioni di euro nei bilanci (quasi un terzo delle entrate). Non si può pertanto attribuire una minor capacità di autofinanziamento all’ultimo anno di gestione, ma se ne parla tanto proprio ora che Piombino ha una maggioranza civica e di centrodestra».


Una strumentalizzazione politica dunque secondo i due gruppi. «La stessa questione dell’apertura dei musei a gennaio è difficilmente attribuibile all’ultimo periodo visto che i siti non sono mai stati aperti nei mesi invernali. L’ultima decisione di togliere un pezzo rilevante del patrimonio gestito dalla Parchi Val di Cornia, elemento che aggrava il processo di indebolimento dell’azienda e soprattutto dell’idea originaria di condivisione del patrimonio, è da imputarsi interamente al Comune di San Vincenzo (a guida Pd), da sempre meno che tiepido nel sostegno alla società e nell’ultimo anno protagonista in negativo di una vera e drammatica involuzione. Rimigliano infatti, fu il primo esperimento di parco intercomunale già dal 1974 su impulso dei progetti dell’architetto Insolera e del sindaco Giomi e nell’autunno 2019 il Comune di San Vincenzo ha annunciato di voler riprendere la gestione dell’area sottraendola alla Parchi, ben prima dell’insediamento dela nuova gestione».

Le conseguenze - proseguono - non si sono fatte attendere «e nei mesi scorsi le associazioni ambientaliste sono state costrette a denunciare una gestione devastante della duna e del bosco retrodunale sottoposto a un taglio brutale della vegetazione. Peggio ancora ha fatto il Comune di Campiglia. Il vero grande e invalicabile problema per le prospettive di esistenza e sviluppo del parco archeominerario di San Silvestro è sempre stata l’attività di cava esistente in loco, di cui il Piano Strutturale del 2007 prevedeva l’esaurimento nel 2018 per preservare le colline. Grazie al protocollo d’intesa voluto dall’amministrazione Pd, alla cava sarà concesso di restare in attività per altri 30 anni e pende già un progetto di ampliamento della cava sul versante sanvincenzino del Monte Calvi, collina che ospita la Rocca di San Silvestro».

Per i due gruppi «è strumentale voler attribuire un ruolo determinante nell’indebolimento del sistema Parchi all’attuale amministrazione di Piombino». I sindaci Pd di San Vincenzo, Campiglia e Sassetta - concludono - vogliono indebolire un’azienda partecipata su cui il loro partito non esercita più l’egemonia. —

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