Aeroporto, il sindaco svela i suoi dubbi: «Non possiamo diventare Peretola»

Dal primo cittadino brusca frenata sul progetto per La Pila: «Credo che non si debba puntare a interventi sulla pista»

CAMPO NELL’ELBA. L’ex sindaco Lorenzo Lambardi lo ha accusato senza girarci troppo intorno di voler mettere i bastoni tra le ruote al potenziamento dell’aeroporto. Davide Montauti, primo cittadino di Campo nell’Elba, anziché rintuzzare l’attacco, è uscito allo scoperto manifestando – mai lo aveva fatto così apertamente – i dubbi sul progetto di ampliamento dello scalo con dichiarazioni destinate a far discutere.

Oggi, con un’intervista rilasciata al Tirreno, il sindaco Montauti chiarisce in maniera più dettagliata la propria posizione.


Qual è stato il motivo per il quale è stato spostato nel prossimo consiglio il punto all’ordine del giorno che riguardava l’approvazione delle controdeduzioni al piano operativo?

«Era necessario un ulteriore approfondimento su alcune questioni. Questo piano operativo ha ricevuto oltre 200 osservazioni e altrettante controdeduzioni ed è uno strumento di pianificazione molto importante. Di fronte ad alcune interpretazioni che non erano chiare ho preferito prendere il tempo per fare degli approfondimenti tecnici. Il riferimento fatto durante il consiglio sull’aeroporto dalla minoranza penso sia stato strumentale ad alimentare una polemica di natura politica e non tecnico urbanistica. Infatti eventuali interventi strutturali necessari per allungare la pista dell’aeroporto come lo spostamento di una strada provinciale o la deviazione di un fosso hanno bisogno di una variante al piano strutturale e non possono essere oggetto del piano operativo».

L’aeroporto è tuttavia finito al centro delle polemiche. A che punto è lo studio di fattibilità?

«Ho deciso di affidare ad uno studio specializzato uno studio di fattibilità per capire qual è il rapporto costi/ benefici dell’aeroporto. Credo che questo sia uno strumento di analisi necessario prima di prendere decisioni ulteriori sul destino della pista elbana. Ho chiesto alla Gat di commissionare lo studio un anno e mezzo fa. Le vicende politiche che conosciamo hanno frenato l’attività della Gestione associata e nell’ultima seduta è stata finalmente deliberata la gara per l’affidamento. Cercherò anche di sollecitare la procedura. Con numeri e dati alla mano non ci saranno polemiche strumentali a guidare le decisioni ma elementi reali e concreti».

C’è il rischio che l’isola resti senza un aeroporto ?

«Non c’è nessun rischio per questo aeroporto come sanno bene gli addetti ai lavori. Il problema è invece come rendere appetibile economicamente questo scalo e non credo sia sostenibile a lungo l’intervento pubblico dove deve esserci l’investimento del privato. Se i bandi vanno deserti c’è un problema di fondo. Credo che non si debba puntare a interventi strutturali sulla pista ma definire gli obiettivi di questo scalo. Non possiamo diventare “Peretola” semplicemente perché questo aeroporto è infilato in triangolo di territorio dove i lati sono rispettivamente una provinciale e due fossi con relativi argini e la pista è corta e stretta. A sud c’è il mare e a nord la collina. Forse è bene iniziare a pensare come ottimizzare quello che abbiamo a meno che non arrivino soluzioni ingegneristiche straordinarie».

Perché si è aspettato tanto tempo?

«Io sono sindaco del Comune di Campo da tre anni e mezzo. Questa storia dell’aeroporto mi accompagna da quando ero ragazzino e ho quasi cinquant’anni. Nel 2017 ho seguito come primo cittadino i lavori del primo allungamento della pista che erano stati autorizzati dal commissario prefettizio Parascandola e dal 2018 Ala Toscana ha iniziato a proporre un nuovo allungamento per aumentare il numero dei passeggeri per volo. Ed è di questo nuovo intervento che discuteremo, quando sarà il tempo, alla luce delle nuove indicazioni fornite dallo studio di fattibilità. Faccio il sindaco, rispondo ai miei cittadini e con i dati dello studio di fattibilità fra le mani sentirò la loro voce e con loro deciderò quale sia la strada migliore da intraprendere».

Ma quali sono i dubbi?

«Le perplessità riguardano soprattutto la mitologia sorta intorno all’aeroporto come se rappresentasse la chiave di volta del turismo elbano. Forse sarebbe più semplice investire da subito energie e idee nel consolidare progetti di mobilità sostenibile sull’isola. Non abbiamo un sistema di collegamenti interni che permetta al turista senza l’auto a seguito di visitare l’Elba. Anche l’idea di collegare le spiagge elbane con i pulmini elettrici non si è mai consolidata. Parliamo di continuità territoriale chiedendo i voli da e per Pisa o Firenze ma sarebbe già un bel risultato avere un efficiente servizio di treni che collega la stazione di Piombino al resto del mondo. E, in questo caso, le infrastrutture ci sono già ma mancano coincidenze e collegamenti. Vogliamo guardare al futuro dell’isola? Progetti semplici, immediati, realizzabili». —

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