Ex Carsal, doveva ospitare i disabili. Struttura chiusa da oltre un anno

Comune e Società della salute non hanno ancora definito il contratto di comodato d’uso

PIOMBINO. L’erba si è fatta spazio. Le betonelle che pavimentano il piazzale dell’ex Carsal non riescono ad arginarla. Servirebbe la mano dell’uomo. Ma nella struttura di via Gori non entra nessuno da più di un anno. Tutto sembra precipitato in un cono d’ombra. Tapparelle sempre abbassate. Cancello sbarrato.

Qui sono stati spesi 160mila euro per riqualificare l’immobile e destinarlo a usi sociali, con il progetto “Le chiavi di casa. Insieme per un abitare supportato”. Invece, chiuso il cantiere a settembre 2019 non si è più fatto un passo in avanti. L’alibi della pandemia da Covid-19 non regge, considerato che in Italia si è fatta sentire con violenza alla fine di febbraio 2020.

A guardare da fuori si ha la misura dello spreco. Sicuramente di tempo e opportunità. Quelle fatte perdere agli adulti e ragazzi affetti da disabilità e parzialmente autonomi per cui quell’immobile è stato riqualificato dal Comune di Piombino in collaborazione con la Società della salute Valli Etrusche. La presidente della Società della salute Donatella Pagliacci più che di ritardi parla di «rallentamento» per una «struttura in cui i lavori sono terminati a settembre 2019 e a cui sono seguiti i collaudi». Che aggiunge: «Stiamo riprendendo il filo e con il Comune siamo a definire il comodato d’uso dell’immobile». E assicura: «È questione di giorni».

Quando aprirà sarà come tornare alle origini all’ex Carsal. L’edificio era stato utilizzato dal 1980 come centro per la socializzazione e la terapia occupazionale di disabili. Una decina di anni fa la struttura fu chiusa perché necessitava di adeguamenti normativi e per una diversa organizzazione territoriale dei servizi dell’Azienda sanitaria che prevedeva di ricorrere per i pazienti di Piombino ai centri di San Vincenzo e Venturina. In seguito, l’immobile ha ospitato dal 2012 le famiglie evacuate dal palazzo di via della Repubblica, dopo il crollo del solaio. Famiglie che da tempo hanno trovato una nuova sistemazione stabile.

La Società della salute si occuperà di gestire la struttura organizzando le attività in collaborazione con le associazioni del territorio. Nell’edificio è stato ricavato un appartamento per ospitare fino a 4 disabili gravi e molto gravi e un operatore. Da qui il nome del progetto “Le chiavi di casa”. L’appartamento si sviluppa su una superfice di 140 metri quadrati. Nessuna barriera architettonica. Ci sono poi gli spazi del settore diurno: cucina, refettorio e locali da adibire a laboratorio per una decina di ragazzi. Cucina, informatica, arti manuali, musica, danza, canto, esercizio fisico. Tutto su una superficie di 257 metri quadri. E sul retro circa 700 metri quadrati con funzione di giardino e orto.