Da Cavo a Pomonte in poco più di 5 ore, Matteo Anselmi è l’elbano del record

Albergatore d’estate e muratore d’inverno, il suo talento è la corsa:  «Il segreto di quest’impresa? Non ho guardato l’orologio»

PATRESI. Il record lo ha dedicato alla moglie Michela, alla loro bambina Matilde, al resto della famiglia e a tutti gli amici, in particolare Domenico.Matteo Anselmi ha scritto una pagina di storia fissando un nuovo record sulla Grande traversata elbana (Gte), correndo in mezzo ai mille sentieri panoramici dell’Elba, dall’estremo est di Cavo fino al far west di Pomonte. Il ventisettenne di Patresi ha compiuto questa grande impresa sportiva polverizzando il record precedente di Giovanni Zorn, arrivando stremato, ma soddisfatto, con un vantaggio di quasi 20 minuti sul tempo precedentemente stabilito nel 2016 dal atleta mugellano.

«Grande gioia – commenta lo sportivo, tesserato con l’Atletica Isola d’Elba – conosco il primatista: è una grande persona, l’ho visto in qualche altra gara. Ho studiato il percorso in base a quello che lui aveva fatto e ho individuato vari punti in cui poter recuperare tempo. Ad esempio alla partenza dove il tragitto è percorribile, poi sulla ripida discesa di Pomonte dando il massimo».

In questi tempi grigi di pandemia allarga il cuore sapere di questa bella impresa sportiva di Matteo, elbano della zona di Patresi, dove si impegna nel lavoro alberghiero gestendo insieme ai suoi familiari il noto albergo Belmare. Il campione elbano ha dovuto correre per 51 km e superare 2600 metri di dislivelli, tra le tante colline isolane e il grande Capanne di 1019 metri.

«Durante la stagione estiva lavoro nell’hotel Belmare di mia nonna e durante l’inverno faccio il muratore nella ditta di mio cugino. Mi sono avvicinato al trail running, una corsa in ambiente naturale, dal 2018 quando presi parte quasi per caso a una gara locale ottenendo un secondo posto davvero inaspettato. Così iniziai a partecipare a ulteriori competizioni qui all’isola d’Elba piazzandomi sempre sul podio. Da due anni a questa parte ho preso la cosa più sul serio, partecipando a gare anche di 50 km ottenendo sempre ottimi. L’anno scorso, a causa dell’emergenza Covid, sono riuscito a fare poche gare. Ma ho continuato comunque ad allenarmi anche senza un vero obiettivo. Ed è proprio dallo scorso marzo, quando è esplosa la pandemia, che ho iniziato a pensare alla Grande Traversata Elbana. Non seguo delle tabelle precise di allenamento: per il lavoro che faccio mi capita spesso sono già stanco prima di iniziare a correre, Ma riesco ad allenarmi 10-15 ore a settimana e alterno corsa e bicicletta, cercando di non saltare gli allenamenti qualitativi come le ripetute e il fartlek. Avevo puntato sul tentare il record del Gte nelle feste di Natale, ma a causa della “zona rossa” ho dovuto rimandare al primo week end nel quale si potesse uscire con minori restituzioni».

Così sabato 16 gennaio Anselmi è alle 8. 30 da Cavo con 0 gradi di temperatura e le pozze d’acqua ghiacciate. «Mi ero prefissato una tabella di marcia che mi portava a finire la Grande traversata elbana in 5 ore e 30 minuti, abbassando di 6 minuti il precedente record del mugellano Giovanni Zorn. Ma il vero punto di forza che mi ha fatto stabilire il nuovo record, sul vecchio tracciato della Gte, è stata sicuramente la mia decisione di non guardare l’orologio durante la corsa. Sono stato informato sulla performance solo una volta, passato il colle di Procchio dal mio amico Domenico che mi ha aiutato nell’impresa facendomi trovare acqua e cibo a ogni checkpoint che mi ero prefissato. I km più duri sono stati quelli che dal colle di Procchio portano fino al Monte Perone, e devo dire grazie ad Alessandro Galizzi che mi ha incitato lungo questo tratto. Una volta raggiunto il Malpasso, mi sono buttato giù per Pomonte cercando di correre più sciolto possibile, nonostante la stanchezza. A circa 1 km dall’arrivo ho avuto il coraggio di guardare l’orologio, e avendo capito che ero veramente a un passo da conquistare un grande record, mi sono emozionato e ho lasciato cadere qualche lacrima. Così sono arrivato a Pomonte in 5 ore 17 minuti e 6 secondi, abbassando di 19 minuti il precedente record. Venivo da mesi di sacrifici, ringrazio di cuore le persone che mi sono state vicine dandomi la possibilità di allenarmi».