Bologna, altri tre arresti per i festini di Villa Inferno

Le persone raggiunte dalle misure sono ritenute responsabili dei reati di prostituzione minorile, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e pornografia minorile 

BOLOGNA. Il video della 17enne coinvolta nei festini di coca e sesso a Villa Inferno, come gli stessi indagati chiamavano la casa degli incontri al centro dell’inchiesta bolognese, circolava fra gli ultras della curva della Virtus, una delle due squadre di basket del capoluogo emiliano. E’ quanto emerge dalla fase finale delle indagini condotte dai carabinieri coordinati dal pm Stefano Dambruoso, che ieri hanno arrestato altre tre persone: due per spaccio e la terza, oltre che per lo stesso reato, per prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. Due di loro sono ai domiciliari e l’altro è in carcere, mentre a carico di due spacciatori albanesi il gip ha disposto il divieto di dimora.  

   Si compone così il quadro dell’inchiesta avviata lo scorso settembre con sette misure cautelari e otto indagati, fra cui, in un ruolo di primo piano, l’ex candidato della Lega alle regionali in Emilia-Romagna, Luca Cavazza, che da capotifo della Virtus e in virtù di questa posizione contattava le ragazze proprio nella curva del palasport. Gli interrogatori resi dai partecipanti ai festini e da quanti avevano avuto contatti con la ragazza hanno permesso agli inquirenti di risalire ai pusher che rifornivano la cocaina per le serate che si svolgevano nel villino di campagna di Davide Bacci, altro soggetto coinvolto nella vicenda.   

   I carabinieri hanno poi accertato che lo spaccio di coca avveniva, oltre che a Villa Inferno, anche a Bologna città, e che era rivolto anche a una clientela formata da personaggi del mondo dello spettacolo. Un elemento ulteriore è costituito dai video pedopornografici realizzati nella casa di campagna durante i festini. Produzione e diffusione di questo materiale sono appunto fra le accuse che, insieme alla prostituzione minorile, hanno portato alla misura dei domiciliari per Gianluca Campioni, 47 anni, uno dei tre arrestati di ieri. A Paolo Carlo Prosapio è stata applicata la stessa misura, ma per spaccio. Carcere per il 56enne Gianni Marseglia, che aveva precedenti per vendita di droga e, secondo i magistrati, se fosse stato destinatario di provvedimenti più blandi avrebbe potuto reiterare la condotta criminosa.  

   Una ragazza che ha preso parte ai festini ha raccontato agli inquirenti di aver visto il filmato: «Se non ricordo male, dopo Natale 2019, mentre eravamo in macchina io, Davide Bacci e ‘Gianna’ (Gianluca Campioni, ndr), Bacci mi ha mostrato un video da lui ripreso con il cellulare dove c’era la minore” con ‘Gianna’. Ma non finisce qui, perché il video è stato mostrato a una platea ben più estesa: “Non ho più visto altri filmati, ma so che comunque nella curva della Virtus quel filmato lo hanno visto anche altre persone”. Per gli inquirenti, il video non può essere definito di natura domestica, ma è stato invece oggetto “di una diffusione generalizzata fra i tifosi della squadra di basket Virtus, della quale gli indagati Bacci e Campioni erano sostenitori». 

   Così le immagini della 17enne sono finite in pasto a molti prima che la madre della ragazza, che era riuscita a farsi spiegare il motivo di quelle notti trascorse fuori casa dalla figlia, denunciasse tutto alle forze dell’ordine dando il via all’inchiesta. E’ emerso anche che lo scorso ottobre Bacci, tuttora ai domiciliari, ricevette la visita di Campioni e della sua compagna, accusata di cessione di stupefacenti, per poter prendere della cocaina. C’è poi un secondo filone di indagini, con l’accusa di tentata truffa per un uomo e una donna che, assieme a Campioni, avrebbero tentato di truffare senza successo più di un ristorante, sfruttando l’emergenza sanitaria legata al Covid attraverso la vendita di prodotti di sanificazione. 

(fonte: La Stampa)