Sette cartelli parlanti multimediali per riscoprire “La miniera di Baratti”

Una cartolina della Dogana anno 1938, dalla collezione di Marco Pietrelli

Tra l’area di scavo e i collegamenti ferroviari, dal Comitato cultura e territorio un’altra passeggiata nella nostra storia

PIOMBINO. Binari che corrono a ridosso di una spiaggia di sabbia lunga metri, all’orizzonte la quattrocentesca torre costiera di Baratti. Vagoni che spostano minerale a pochi metri da dove oggi c’è lo svincolo per il Castello di Populonia. Basta un click sulla pagina Facebook del Comitato cultura e territorio, da Baratti al Cornia e vince la voglia di scoprire di più su questo modo nuovo e gratuito per visitare il fascinoso Golfo tra i resti dell’attività di recupero delle scorie di ferro. Tutto grazie a 7 “cartelli parlanti” multimediali.
Ecco “La miniera di Baratti”: il Comitato l’aveva promesso un anno fa, alla sua fondazione. L’emergenza sanitaria ha stoppato solo mostre o iniziative. «Si tratta di un prototipo, il primo – conferma il presidente Massimiliano Talò – senza investire soldi, senza finanziamenti pubblici. I contenuti dell’itinerario saranno arricchiti e aggiornati nel tempo perché i soci svolgono una ricerca continua. Nei prossimi giorni saranno on line altre opportunità di riscoperta del territorio piombinese. L’obiettivo resta divulgare gratuitamente quanto già abbiamo a disposizione, inserendo il codice Qr più avanti. L’importante era cominciare con questa visita nella miniera di Baratti ovvero gli esercizi minerari dell’ultimo secolo attraverso questi 7 “cartelli parlanti” multimediali, anche se al momento – prosegue – non esiste nessun tabellone o manifesto di riferimento. Per creare curiosità, nell’ottica della divulgazione. Ecco perché il materiale è fruibile e accessibile a tutti anche se per garantire quanto messo a disposizione, abbiamo reso immagini e cartine non facilmente riproducibili. Sulla nostra pagina Facebook del Comitato abbiamo già pubblicato altre “curiosità” anche geologiche o informazioni che riguardano diverse zone, come, ad esempio, la tenuta della Striscia e “il suo mare”».
«Per Baratti l’interesse per i visitatori è vario e viene da sé, ma lavoriamo da tempo per invitarli a conoscere – spiega Talò – il locale territorio rurale che offre davvero molto. Stiamo affrontando, ad esempio, il tema della bonifica. Poi la valorizzazione e la storia del territorio rurale a est di Populonia Stazione con un itinerario naturalistico che raggiunge l’Oasi Wwf. Da conoscere la storia della Base Geodetica con monumenti lungo la strada e il fiume Cornia. Abbiamo già diffuso indagini su storiche battaglie dell’Ottocento, sulle batterie costiere, sulla bonifica del lago di Rimigliano. Tutte informazioni che creano curiosità, apprezzate anche da chi fa la guida turistica e che vede così la possibilità di nuovi itinerari».

Il Comitato inaugura l’anno esattamente con quello che aveva promesso quand’è nato a Populonia Stazione «per ragioni storiche legate alla costruzione della stazione ferroviaria ancora attiva – ricorda Talò – qui ci troviamo al centro di una rete di “strade bianche”, che vanno ad interconnettere l’abitato col resto del territorio. Tutto per promuovere la tutela e la valorizzazione del territorio di Piombino e non solo attraverso l’uso delle strade bianche e dei sentieri per raggiungere e fruire peculiarità naturalistiche, comprese spiagge, dune, boschi, aree umide, emergenze storiche e bellezze del paesaggio». Sempre grazie ai contributi volontari dei soci in termini di lavoro e di contenuti intellettuali.
Percorsi di storia e punti di interesse ora decollano davvero con la visita virtuale a “La miniera di Baratti”, primo progetto multimediale completo.
«La miniera – sottolinea Talò – divenne tale dopo l’entrata in vigore della prima legge mineraria unitaria del Regno nel 1927. C’è l’area di scavo, poi i collegamenti ferroviari, le zone di arricchimento delle scorie grezze e di spedizione ai mercantili. Un itinerario immerso nella cultura storica degli Etruschi che si apre inaspettatamente in un’altra storia, più recente, meno conosciuta, ma altrettanto ricca di contenuti e curiosità. Un altro modo di vivere il luogo da Baratti al Cornia». Un’altra gran bella passeggiata. –