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Ex operaio investe in una pizzeria: «Ho accettato di fare un salto nel buio»

Piombino: la sua determinazione è più forte anche degli imprevisti imposti dall’emergenza da Covid-19

PIOMBINO. 24 aprile 2014. È la data simbolo dello spegnimento dell’altoforno, icona e cuore della fabbrica siderurgica. Anche nel calendario di Alessandro Tommasi, 44 anni, segna un punto di svolta. L’avvio del percorso che nel giro di sei anni lo porta a reinventarsi. Da operaio, che su quel gigante lavorava, a titolare della pizzeria Il Girone dei Golosi, in via Ferrer, a Piombino. È servito del tempo. «Non reggevo più in cassa integrazione – dice Tommasi –. Ho deciso di investire il trattamento di fine rapporto e con un aiuto della banca ho fatto il passo. Ho due figli, Leonardo di 16 anni e Valentina di 9, ed è anche per loro che ho voluto costruire qualcosa che avesse una possibilità di futuro». La sua determinazione è più forte anche degli imprevisti imposti dall’emergenza da Covid-19.

«Ho firmato il contratto per il locale cinque giorni prima che scattassero le chiusure imposte a marzo 2020 – afferma –. Volevo un cambio di vita e ho accettato di fare un salto nel buio, investendo le risorse economiche a disposizione. Puntando su un mestiere imparato da ragazzo e che in qualche modo ho custodito nel tempo». La chiusura generalizzata è qualcosa di più di un imprevisto. «La prima settimana continuavo a chiedermi: che cosa faccio? Le ditte con cui avevo preso contatti non potevano venire a fare i lavori di ristrutturazione del locale». Ma non si è perso d’animo. «Non mi sono mai considerato vittima delle situazioni. Verificato in Comune se potevo andare nel locale da solo, per sistemarlo. Mi sono rimboccato le maniche e messo all’opera». Un po’ falegname, muratore all’occorrenza idraulico.

«Mi sono arrangiato a fare un po’ di tutto». C’è voluto del tempo e l’apertura, immaginata a Pasqua è slittata al 15 luglio. «Dalla clientela ho riscontri positivi. Su quanto sta accadendo ho chiaro che non è colpa mia e non saprei cosa fare di più. Dopo 5 anni di cassa integrazione sei abituato a fare con pochi soldi e non mi lamento neppure ora. E non sono i ristori del governo a cambiare il quadro». Il Girone dei Golosi è qualcosa di più dell’impresa di un ex operaio. «Quando siamo aperti ho una persona in cucina, una in sala e un’altra per le consegne a domicilio – dice –. Ho provato a destreggiarmi tra le limitazioni, ma ho deciso per ora di fare solo asporto e consegna a domicilio. E pensare che quando ho scelto il locale l’ho voluto con i tavoli perché mi piaceva l’idea di potermi sedere con loro e scambiare due parole. Ma sono certo che torneremo tutti a poterlo fare». C’è molto delle sue passioni nel Girone dei Golosi. Non mancano i richiami a Leonardo da Vinci e Dante che ha apprezzato da studente di liceo artistico.

«Prendi l’arte e mettila da parte nel mio caso», dice sorridente. Sulle pareti gioca su alcune figure della Divina commedia. S’incrociano con lo sguardo Caronte, Cerbero e lo stesso Dante con tranci di pizza. E in una scena irrompe un altro suo mito: Valentino Rossi in sella alla moto. «Se capitasse da queste parti sarebbe un sogno», dice. La soddisfazione e la dignità del lavoro. È quanto trasmette la determinazione di Tommasi, che una prima rivincita sul passato l’ha voluta stampata sulla sua casacca da pizzaiolo. «C’ho fatto scrivere “Il capo” perché dopo una vita da operaio sono capo di me stesso». 

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