Canile, la beffa infinita: «Ce ne hanno promesso uno in sei mesi e invece alla fine sono passati 18 anni»

Tozzi, presidente dei Ragazzi del canile: «Chiusero gli ex Macelli perché facevamo paura ai politici inadempienti»

PORTOFERRAIO. Per anni hanno gestito il canile degli ex Macelli, prendendosi cura degli animali e al tempo stesso creando un luogo di aggregazione e di incontro. I “Ragazzi del canile” avevano creato una vera isola della socialità nell’isola dell’indifferenza, soprattutto nei confronti degli animali. Diciotto anni fa la struttura degli ex Macelli fu chiusa con la promessa di creare una struttura migliore e più funzionale: si pensava a San Martino, poi si è virato a Colle Reciso. Ma da allora è stato uno stillicidio di promesse, annunci, ritardi e marce indietro, l’ultima in ordine di tempo è la revoca del finanziamento da 600mila euro messo a disposizione dalla Fondazione tedesca Bastet Siftung. Andrea Tozzi, presidente dell’associazione “I Ragazzi del Canile” interviene sulle recenti “disgrazie” del progetto del canile comprensoriale.

Leggi disattese


Il presidente dell’associazione rimette in fila i fatti che, anno dopo anno, hanno portato al naufragio del progetto. «Le leggi nazionali e regionali sul randagismo continuano ad essere disattese – dice Tozzi – poi c’è il danno prodotto dal mancato utilizzo di una enorme donazione messa a disposizione della comunità elbana e il danno all’immagine dell’isola, ormai considerata una sorta di far west in ambito di tutela dei diritti degli animali e di servizi ad essi dedicati». Nei giorni scorsi è stata Rita Pilato, presidente di Animal Project, ad esprimere lo sdegno e la rabbia per la perdita della donazione da parte della fondazione tedesca Bastet Siftung Hamburg.

L’esperienza dei Macelli

L’esperienza degli ex Macelli è stata più volte menzionata. E Tozzi, presidente dei Ragazzi del Canile, ci tiene a riportare la sua versione della storia.

«Il canile ex-Macelli fu chiuso anche perché ha rappresentato per anni, grazie ai tanti volontari e al lavoro incessante del primo storico presidente Michele Alessi, un polo di aggregazione sociale in grado di opporsi con forza ad una politica completamente sorda e inadempiente ai propri doveri istituzionali ed etici in materia di tutela degli animali – racconta – agli ex-Macelli si salvavano i cani abbandonati, ma non solo. Al canile venivano in visita le scuole, al canile si ritrovavano tanti giovani, si facevano feste. La presenza di un punto di riferimento fisico rendeva facile la sensibilizzazione contro il maltrattamento e l’abbandono degli animali ed era un memento per chi, con preciso dovere istituzionale, i suoi compiti disattendeva».

Chiudiamo ma poi...

Tozzi racconta come la vicenda della chiusura degli ex Macelli abbia toccato il fondo nella promessa dell’allora viceprefetto Gallitto, di realizzare un nuovo canile entro sei mesi. «Sono passati più di diciotto anni – dice Tozzi – un progetto (San Martino) già pagato ed abortito, un altro progetto avviato nel 2008, su mandato datato 2005 dell’allora Comunità Montana, che è rimasto impantanato 12 anni tra contributi non utilizzati (250.000 euro erogati dalla Regione) uffici tecnici, conferenze dei sindaci e Gat. L’unica cosa che ha viaggiato a tempo di record è stata la realizzazione delle villette con vista sul golfo di Lacona, ottenute in cambio della cessione dell’area del futuro (remoto) canile».

L’ultimo paradosso

Per Tozzi i 600.000 euro di Bastet sono solo «l’ultimo paradosso di una storia che non ci appartiene più, perché non abbiamo mai avuto rapporti di collaborazione con il Comune di Capoliveri, a differenza del coinvolgimento attivo nella prima stesura del progetto – spiega – Lo schema di massima del nuovo canile che abbiamo potuto vedere (un disegnino semplice con dieci box per ospitare i cani abbandonati, cinque per il canile sanitario ed i volumi dell’ambulatorio e dei servizi), ha subito talmente tante potature rispetto al progetto originario (un parco canile con grandi spazi di sgambatura e aree destinate ai visitatori), che ci domandiamo come si possano giustificare i 950.000 euro preventivati per la realizzazione».

Per il presidente dei Ragazzi del Canile sarebbe il caso che se lo domandassero anche i primi cittadini degli altri sei comuni elbani: «Dovrebbero essere loro i principali portatori di interesse, non le associazioni di volontariato che, nel mondo normale, supportano il servizio pubblico e non sono costrette a sostituirlo completamente – attacca Tozzi – Ma, non essendo io un sindaco, un architetto o un magistrato, mi fermo qui. In questi lunghi anni abbiamo continuato a fare quello per cui siamo nati come associazione: abbiamo accolto gli animali in situazioni di estremo pericolo. La pandemia in corso ci ha fatto perdere in larga parte la preziosa collaborazione dei volontari del carcere di Porto Azzurro, ma le nostre attività continuano nei limiti delle nostre possibilità. Quando sarà realizzato il canile fatecelo sapere». —

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