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Parco di Rimigliano: taglio della macchia contestato da Libera,  Wwf e Legambiente

Le associazioni: «Intervento massiccio e stravolgente». Nel mirino gli ingressi al mare con tagli di rami e alberi

SAN VINCENZO. Dai timori all’allarme. Nel giro di alcuni mesi, dall’avvio della gestione diretta del parco naturale costiero di Rimigliano, l’impronta del Comune di San Vincenzo preoccupa i circoli di Legambiente Val di Cornia e Costa Etrusca, Wwf Livorno e Libera Presidio “Rossella Casini” San Vincenzo e Castagneto Carducci. I motivi di apprensione trovano riscontro nel sopralluogo fatto dai volontari dall’entrata 1 del parco fino alla 5. Alcuni chilometri a passo d’uomo, nel verde della macchia mediterranea, per osservare quelli che definiscono i «resti di un intervento di manutenzione massiccio e stravolgente gli assetti naturali».

Che cosa hanno trovato? «Il sentiero centrale che attraversa tutto il parco naturale costiero di Rimigliano allargato fino a farne una strada sterrata larga oltre 4 metri. Gli ingressi al mare ampliati con tagli di rami e alberi fin sulla duna esponendola a erosione. E lavori effettuati con trinciatutto, come ai bordi di strade asfaltate». Tutti segni di un approccio alla cura del verde che sembra confermare le preoccupazioni di sempre.

«A Rimigliano l’amministrazione comunale opera come se avesse a che fare con un giardino e non con un parco naturale». C’è dell’altro. «Sono sempre più gli accessi indiscriminati dentro il bosco, sia dalla via della Principessa che dal sentiero centrale al mare, con evidenti e preoccupanti fenomeni di erosione delle dune – affermano i volontari delle tre associazioni –. Mancano del tutto strumenti di limitazione e indirizzo degli accessi previsti. Sono molte altre le situazioni che ci preoccupano, un bene pubblico della portata del parco di Rimigliano non può essere trattato come un “giardino urbano”. Gli interventi avrebbero dovuto essere previsti in un progetto specifico elaborato da un agronomo forestale e autorizzato, o meno, dalla Soprintendenza».

Preoccupano anche le previsioni inserite nel Piano spiaggia. Le associazioni parlano di «una serie di strutture sulla spiaggia Green beach, all’altezza dell’ingresso 5 del parco» come di «un avvio di un futuro stabilimento balneare, in contrasto con il Piano strutturale e con il progetto Green beach». Tra l’altro, il Piano spiaggia, adottato in consiglio comunale è all’esame di valutazione ambientale strategica. In pratica, si tratta di fare approfondimenti sia sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico che della pericolosità idraulica. Documentazione di cui tenere conto per l’approvazione.

Osservazioni e rilievi messi nero si bianco dalle associazioni a novembre in una lettera con cui hanno chiesto un incontro urgente al sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini e all’assessora all’Ambiente Serena Malfatti, oltre alla richiesta di convocazione del Tavolo per l’ambiente. «Incontro e riunione del Tavolo che non ci sono stati concessi – sostengono – e che torniamo a richiedere. Nella lettera di risposta il sindaco ha, tra l’altro, scritto che il Comune ha allargato il sentiero centrale perché richiesto dai vigili del fuoco e che è stato presentato in Regione un progetto per la realizzazione di una “fascia frangi-fuoco” all’interno del Parco. Tant’è che le nostre preoccupazioni sono aumentate».

Una seconda missiva è stata inviata dalle associazioni al sindaco l’11 dicembre per esprimere le loro preoccupazioni e sottolineare la non risposta alla richiesta d’incontro. «Occasione in cui avremmo presentato proposte di regolamento sull’uso del parco naturale di Rimigliano, un vademecum di gestione naturalistica dello stesso e un regolamento per l’istituzione della Consulta comunale per l’ambiente. Il silenzio dell’amministrazione è inspiegabile e preoccupante – sostengono –. Per questo abbiamo deciso di rendere pubblica la situazione e di avviare “Occhi su Rimigliano”, progetto di monitoraggio civico e ambientale, aperto a cittadini e associazioni, con una pagina Facebook di segnalazioni e proposte». E concludono: «Chiederemo al Comune atti e documenti sulle scelte e azioni sul parco, così da informarne i cittadini e coinvolgerli in un percorso partecipativo pubblico per la tutela e la salvaguardia del parco, realtà fondamentale per San Vincenzo e la Val di Cornia». —
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