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Enel concede a Sicmi l’uso della sua banchina a Tor del Sale

Intesa con Confindustria: l’area disponibile per alcuni anni in attesa di una soluzione definitiva per la cantieristica 

PIOMBINO. C’è una soluzione per uscire dallo stallo che aveva portato Sicmi Sea Style, azienda impegnata nella produzione di scafi per maxiyacht, occupando a pieno regime 120 lavoratori, ad annunciare di recente la sua intenzione di lasciare Piombino per le difficoltà di ordine infrastrutturale.

Sicmi in via temporanea (ma per almeno 2-3 anni, massimo quattro, prima che si avvi la dismissione della centrale) potrà usare per il varo dei suoi scafi il porto dell’Enel a Tor del Sale, lavorando intanto per trovare con l’Autorità di sistema portuale una soluzione che la porti definitivamente sul mare, ad esempio nel nuovo porto della Chiusa, soluzione legata anche ai tempi di realizzazione.


Probabilmente intanto il porto dell’Enel sarà usato anche da un’altra azienda che si è appena insediata accanto a Sicmi, la Velmare, che già produce nel cantiere di Donoratico manufatti in vetroresina da diporto di medie e grandi dimensioni, così come dalle imprese dell’ acquacoltura.

La soluzione sta ndell’intesa siglata da Enel produzione e Confindustria di Livorno-Massa Carrara secondo cui la Confindustria territoriale «coordinerà gli adempimenti per le istruttorie relative al varo o all’alaggio di scafi per i mega yacht di alcuni dei principali cantieri della Toscana».

Il problema resta quello del dragaggio, o quanto meno del “livellamento” da operare nelle acque del porto Enel, invase dalla sabbia. O meglio, la questione naturalmente è chi paga quell’intervento, peraltro necessario.

Sicmi ha realizzato un piccolo canale che ha un pescaggio di due metri e mezzo, ma servono interventi continui a ogni sciroccata.

«Stiamo ragionando con Sicmi, Enel, e Confindustria – spiega Claudio Capuano, responsabile dell’ufficio territoriale di Piombino dell’Autorità di sistema portuale – per una soluzione immediata, che appunto sarà quella di Tor del Sale, e una definitiva, obiettivo condiviso col Comune. Credo che il porto della Chiusa sia un’opportunità, avrà nel tempo la sua viabilità di collegamento con la “bretellina” e col primo lotto della strada 398. Il dragaggio? Stiamo valutando varie soluzioni, serve anche lo sforzo delle aziende, ma noi siamo impegnati per favorire ogni attività che dia lavoro, e a non perdere opportunità».

La decisione di Enel di mettere a disposizione il porto di Tor del Sale è spiegata così da Paolo Tartaglia, responsabile degli impianti a gas di Enel nel centro Italia: «In un momento in cui Enel si appresta a dare un diverso futuro a Tor del Sale vogliamo agevolare il più possibile una transizione industriale: questo accordo nasce per mettere a disposizione del territorio una nostra infrastruttura per il varo della cantieristica. La durata sarà di alcuni anni, per dare tempo agli Enti locali di riprogettare l’attività di varo nella zona del porto».

Confindustria in una nota sostiene che «l’intesa va inquadrata nell’estensione del progetto di reindustrializzazione della costa, con l’attrazione e l’incentivazione di nuovi processi industriali riferiti a comparti diversi, com’è appunto il caso della grande cantieristica», mettendo nel conto anche la recente concessione attribuita a Piombino industrie marittime per demolizioni navali, refitting e nuove costruzioni.

«Si tratta di un altro tassello importante nel quadro dei progetti per la reindustrializzazione – afferma Piero Neri, presidente della Confindustria costiera – Le attività legate alla navalmeccanica si stanno diffondendo in maniera interessante, a conferma della complementarietà di questo settore con la siderurgia». —

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