L'ultima curva di Raffaele Pinto, è morto il mito del rally innamorato dell'Elba

Nel 1974 vinse una gara del mondiale in Portogallo, gioiello di una carriera ricca di successi: da anni viveva a Portoferraio, punto di riferimento per generazioni di rallisti

PORTOFERRAIO. L'isola d'Elba e il mondo del rally hanno perso un mito. E' morto martedì mattina nell'ospedale di Cecina, dove era stato ricoverato nelle ultime ore, Raffaele "Lele" Pinto, campione assoluto del rally negli anni Settanta. Aveva 75 anni e si era trasferito da tanti anni a Portoferraio, dove viveva a Capobianco con la moglie. Un rapporto, quello con l'Elba, nato sulle strade dei mitici Rallye Isola d'Elba. 

Nato nel 1945 nel comasco, si avvicinò ai motori seguendo le orme del fratello maggiore Enrico. Negli anni Settanta è stato portacolore della Fiat e della Lancia, tanto da essere premiato per l'attività sportiva da Gianni Agnelli. Nel 1972 vince il campionato europeo  e nello stesso anno vince anche la Mitropa Cup. Ma è nel 1974 il suo anno migliore,  quando trionfa con Arnaldo Bernacchini navigatore nel Rally del Portogallo, gara valida per il campionato del mondoa bordo della Fiat 124 Abarth.  Nel 1975 inizia la sua avventura come pilota Lancia, sulla “mitica” Stratos: un cammino costellato di prodezze e successi. Abbandonata la carriera da pilota, Pinto resta in lancia  collaudatore e ricognitore per il marchio Fiat/Lancia. All'Elba corse nel 1971 il primo Rallye dell'isola d'Elba (uscì per un problema all'auto). Fu solo il primo episodio di un lungo amore sulle strade dell'isola, dove il lombardo ha deciso di trasferirsi.