Pista da motocross, c’è lo stop per il rumore

I centauri dell'Asd Moto Cross in occasione della manifestazione per la candidatura di Piombino 2020 a Città dello sport

Piombino, sfuma il progetto promosso dall'Asd Moto Cross di attrezzare un circuito alle porte della città in zona monte Caselli

PIOMBINO. Alza bandiera bianca Riccardo Amanti dell’Asd Moto Cross. Aspettava da tre anni di tornare a far sventolare la bandiera a scacchi su Monte Caselli. La speranza aveva preso corpo a marzo dello scorso anno, con la convenzione tra il Comune di Piombino e l’Associazione, l’unica a rispondere all’avviso comunale. Una firma che aveva ridato vita al progetto di una pista in cui praticare il motocross sulle pendici della collina alle porte della città. Nei giorni scorsi, dopo mesi di studi e progetti, la decisione di non farne di niente. «Troppe prescrizioni, al punto da rendere l’apertura di una pista irrealizzabile», dice Amanti.

Una veduta del circuito che inpassato era stato attrezzato in zona monte Caselli a Piombino

Agli appassionati, una quindicina quelli che sono iscritti all’Asd Moto Cross, non resta che continuare a far rotta su Ponte a Egola o Montevarchi. «Sono state fatte le verifiche fonometriche per stabilire le modalità con cui far correre le moto – afferma Amanti –. Avevamo accettato che in pista non potevano essercene più di due in contemporanea per non superare i limiti di rumorosità. Sulla base delle richieste di integrazione al progetto avevamo anche trovato la terra necessaria per realizzare una barriera di tre metri per isolare le abitazioni».

L’area individuata ha un terreno sabbioso che avrebbe consentito di mantenere in esercizio l’impianto solo nel periodo che va da settembre a marzo. «Doveva essere uno spazio aperto anche ad altre attività sportive – dice Amanti –. La nostra idea era di regolarizzare una situazione, contribuendo anche a fare un minimo di controllo su quella zona rendendola frequentata. Ma stando ad Arpat non ci sono le condizioni perché si possa fare lì una pista da motocross. è da cinque anni che con altri appassionati stavamo cercando di metere in regola l’uso di quell’area, dove da più di tre anni non andiamo con lenostre moto».

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