No al reparto Covid a Villamarina: «Si chiudono servizi e non c’è sicurezza per il personale»

Piombino, due ore di presidio contro le decisioni dell’Azienda sanitaria. L’emergenza rischia di essere il lasciapassare per nuovi tagli»

PIOMBINO. «L’emergenza non può cancellare il diritto a lavorare in sicurezza». C’è questo e ci sono le ripercussioni sui cittadini. Al secondo giorno di attività del reparto Covid, quattro i pazienti ricoverati, all’ingresso di Villamarina va in scena la protesta del sindacato autonomo dei lavoratori della sanità Fials, per far conoscere rischi e svantaggi causati dall’attivazione del reparto che è stato ricavato al pianterreno, nell’area occupata precedentemente dall’ospedale di comunità, a sua volta trasferito, si dice in via transitoria, nell’ex Ostetricia.
Tanti i cartelli affissi per rappresentare la protesta.

«Queste scelte aziendali producono effetti sui cittadini e ripercussioni anche sul personale rispetto ai carichi di lavoro, alla sicurezza e alla formazione». Il Fials non condivide quindi, per bocca dei suoi rappresentati Massimo Ferrucci e Daniela Boem, la scelta di aziendale di ricorrere a ospedali di prossimità «con personale e servizi già fortemente ridimensionati e inoltre con una struttura che si può adeguare con difficoltà a percorsi distinti indispensabili per impedire la diffusione del contagio intraospedaliero».

Esplicito un cartello: “Cittadini della Val di Cornia tanti auguri. Dopo la chiusura del Punto nascita, l’accorpamento e depotenziamento delle specialistiche, la mega Medicina senza personale e il Pronto soccorso in cronico affollamento, il regalo è il reparto Covid”.

La scelta aziendale di coinvolgere in particolare gli ospedali di Piombino e Cecina «rappresenta per la direzione aziendale una scorciatoia: si chiudono i servizi e si riconvertono gli operatori sanitari come se fossero dei numeri invece che professionisti che hanno necessità di formazione adeguata e di lavorare in sicurezza». Per queste ragioni il richiamo all’eccezionalità dell’emergenza pandemica per cui ogni ospedale deve dare il proprio contributo, secondo il Fials «non rappresenta una “doverosa assunzione di responsabilità” ma piuttosto un modo sbagliato di affrontare una problematica complessa e con variabili imprevedibili per essere gestita con attrezzature e strutture proprie degli ospedali zonali».

L’alternativa per il sindacato autonomo è di concentrare il trattamento dei pazienti affetti da coronavirus in ospedali specializzati. «Bisognerebbe utilizzare con molta precauzione affermazioni come quella usata per i posti letto di cure intermedie Covid a Villamarina, definiti come “sorveglianza sanitaria ma non di cure a più alta intensità”. L’esperienza della precedente pandemia ha dimostrato che questo contagio presenta una evoluzione instabile fino a che non c’è la guarigione clinica».

Nelle due ore di sit-in ricorrono i temi di sempre a fronte di problemi che non trovano una soluzione. L’emergenza sanitaria «rischia di essere il lasciapassare per ridurre ancora di più i servizi di Villamarina». Fials denuncia il «decisionismo dell’Azienda sanitaria Toscana Nordovest» che a suo dire nasconde «tanta superficialità e approssimazione» e che alla cronica mancanza di personale unisce «la carenza di prevenzione e l’assenza di programmazione».

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