Il sindaco Zini: «Questa non è la fine della Cosimo, stiamo scrivendo un nuovo inizio»

Zini spiega il percorso che porterà alla copertura delle perdite e alla ricapitalizzazione della partecipata «La società resta strategica, oltre ai musei e all’approdo gestirà i parcheggi e il verde pubblico»

PORTOFERRAIO. «Questa non è la fine della Cosimo de’ Medici, quello che stiamo preparando è una ripartenza. Un nuovo inizio». Così il sindaco Angelo Zini ha spiegato la fase che sta vivendo la società in house del Comune di Portoferraio, che gestisce musei, impianti sportivi e porto turistico e in futuro si occuperà anche dei parcheggi. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale la maggioranza ha approvato una delibera che, di fatto, pone le basi allo stralcio degli oltre 900mila euro di credito (fatture non pagate) che la partecipata chiedeva all’unico azionista, il Comune, arrivando fino alle aule di tribunale. L’atto è inoltre il primo tassello per la successiva copertura della perdita di esercizio e ricapitalizzazione della stessa Cosimo che, ormai da due anni, non era nelle condizioni di poter approvare il bilancio.

Paolo Di Tursi, capogruppo della Forza del Fare, ha definito «sedotta e abbandonata» la partecipata. Zini, nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri, ha risposto indirettamente alle accuse lanciate dai banchi dell’opposizione, spiegando in modo dettagliato il piano che si concretizzerà il prossimo 30 novembre, quando in consiglio comunale sarà portata in approvazione la delibera per la copertura della perdita di esercizio e per la ricapitalizzazione della società.


Prima di addentrarsi nei dettagli del percorso attuato, il sindaco Zini ha voluto fissare un concetto chiaro sul rapporto tra il Comune e la Cosimo. «Sono e devono essere una cosa sola – ha detto il sindaco – La società è partecipata al 100% dal Comune che esercita su di essa un controllo analogo, è come se fosse un suo ufficio distaccato. Abbiamo sempre detto che la Cosimo è strategica per il Comune, fondamentale per garantire servizi di qualità».

Insomma, Comune e partecipata devono marciare nella stessa direzione. L’opposto di quello che Zini racconta di aver trovato fin dal giorno del suo insediamento. «Nel giugno del 2019 – racconta Zini – ci siamo trovati in una situazione in cui la Cosimo aveva fatto causa al Comune, dal quale esigeva dei soldi. Il Comune si è opposto, chiedendo la revoca del cda della Cosimo. Ci siamo chiesti come sarebbe stato possibile riportare questa situazione sfuggita dal controllo verso la normalità». Un’impresa non semplice, visto che in ballo c’erano fatture vantate dalla Cosimo per oltre 900mila euro, la prima emessa nel 2001 e l’ultima nel 2018. «Nessuno in tutti questi anni si è mosso per ripristinare la normalità – spiega – noi lo abbiamo fatto, anche perché la società non poteva andare più avanti così».

Il Comune, secondo la ricostruzione di Zini, si è trovata di fronte a un bivio. Una strada avrebbe condotto alla liquidazione della società, con i libri contabili in tribunale e l’intera vicenda che sarebbe inevitabilmente finita nelle mani di un giudice. «Uno scenario grottesco per una partecipata al 100% dal Comune – spiega Zini – sarebbe stato come fare causa a sé stessi». L’altra strada, quella percorsa dalla giunta, condurrà fino al risanamento della partecipata. Ma come? Il percorso più scontato sarebbe stato quello dell’approvazione in consiglio comunale di un debito fuori bilancio. Ma ben presto l’amministrazione si è resa conto della non praticabilità dell’opzione: le fatture vecchie quasi vent’anni e la corposità della matassa burocratica e contabile erano un ostacolo insormontabile. Per questo l’amministrazione si è rivolta a uno studio legale specializzato in partecipate. Per mesi amministratori, uffici comunali, uffici legali hanno lavorato al dossier, fino alla svolta: la Cosimo si impegna a stralciare il credito vantato nei confronti del Comune che, in compenso, si attiva per coprire le perdite nel bilancio della partecipata e per provvedere, nel prossimo consiglio comunale del 30 novembre, alla sua ricapitalizzazione. «Voglio vedere in consiglio chi sarà coerente e chi non lo sarà – aspetto di vedere chi alzerà la mano o meno per votare un atto che, di fatto, fa ripartire la partecipata del nostro Comune. Quel che è certo è che non prendo lezioni da parte di chi questo disastro, negli anni, lo ha creato».

Quando c’è un disastro, si contano i danni. Ma sulla questione della Cosimo, in tanti anni di polemiche e discussioni accese, non è mai stato chiaro quanti siano i danni e se ci sono dei responsabili. «Questi atti, ovviamente, finiranno al vaglio della Corte dei Conti – racconta Zini – noi non siamo i giudici e non spetta certo a noi individuare eventuali responsabilità, l’unico compito della nostra amministrazione è stato quello di rimettere in fila questa situazione e rimettere in piedi la società». Società che, spiega Zini, dovrà gestire un insieme più corposo di servizi. «Nel 2019 la Cosimo ha prodotto utili per 30mila euro – assicura il sindaco – è in grado di stare in piedi. Inoltre con i bilanci in ordine la Cosimo potrà crescere, lo step successivo è la firma di un nuovo contratto di servizio. Oltre ai servizi storici dell’approdo, dei musei e degli impianti sportivi, contiamo di utilizzare la società per gestione del verde, accoglienza turistica, piccole manutenzioni e anche per il sistema dei parcheggi». —
 

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