L’isola ha il suo albergo per pazienti Covid: a Lacona trenta camere a disposizione

Nella struttura cittadini dimessi dall’ospedale, ma anche asintomatici o con pochi sintomi che non possono stare a casa

PORTOFERRAIO. L’isola d’Elba ha il suo Covid hotel con trenta posti letto a disposizione di pazienti (asintomatici o paucisintomatici) che non hanno bisogno di essere ricoverati in ospedale ma al tempo stesso non possono trascorrere la convalescenza in isolamento domiciliare.

È stato il presidente della conferenza dei sindaci Angelo Zini a ufficializzare la notizia dell’accordo trovato tra l’Asl e una struttura alberghiera di Lacona (Hotel Capo Sud), sancito dalla pubblicazione della delibera sull’albo pretorio dell’azienda sanitaria locale. «È stata pubblicata la delibera – ha scritto il sindaco Zini sulla pagina Facebook del Comune di Portoferraio – che attiva per 60 giorni l’albergo sanitario assistito all’Isola d’Elba a partire dal 18 novembre. Si tratta di una struttura ricettiva posta nel comune di Capoliveri con una disponibilità di 30 camere di cui 20 convenzionate vuoto per pieno». In pratica, come si legge nella convenzione, l’Asl si impegna a pagare 20 camere su 30 ancor prima dell’effettivo utilizzo da parte di cittadini che si rivolgeranno alla struttura, con un contributo complessivo di poco più di 40mila euro fino al prossimo 16 gennaio.


La struttura

L’hotel di Lacona è lo stesso che aveva messo a disposizione le sue camere, ciascuna dotata di bagno, nei mesi della prima ondata. Si trova a Lacona, a circa 12 chilometri dall’ospedale di Portoferraio.

I pazienti

Il Covid hotel è destinato, come si legge nella convenzione, a ospitare determinate tipologie di pazienti. Tra questi sono compresi i cittadini positivi al Covid, che vengono indirizzati all’albergo sanitario in fase di dimissione protetta dall’ospedale, in quanto clinicamente guariti, ma ancora potenzialmente contagiosi. Non solo. La struttura potrà ospitare pazienti Covid positivi «asintomatici o paucisintomatici – si legge nella convenzione – per i quali non risulta appropriato il ricovero in ambiente ospedaliero e che hanno condizioni socio abitative tali da non avere la possibilità di permanere a domicilio insicurezza». L’hotel, infine, può essere utilizzato per la gestione dei «contatti stretti da soggetti Covid positivi, qualora ritenuto opportuno dai servizi competenti, nel caso in cui non sia possibile garantire l’isolamento adeguato presso il domicilio».

L’accordo

L’Asl Toscana Nord Ovest si impegna a pagare con la modalità vuoto per pieno 20 camere sulle 30 disponibili, al prezzo di circa 30 euro a notte. Il resto delle camere saranno pagate solo se effettivamente utilizzate.

L’Asl Toscana Nord Ovest si occuperà, ovviamente, dell’attività di gestione sanitaria dei pazienti, della sanificazione delle camere, della fornitura di biancheria e del servizio di colazione, pranzo e cena degli ospiti. Tra gli obblighi assunti invece dalla struttura ricettiva rientrano il servizio di manutenzione ordinaria e di riparazione delle stanze, oltre che di un servizio h 24 di reception e vigilanza.

Utilizzo degli spazi

L’accordo tra l’Asl e la struttura ricettiva prevede anche linee guida scrupolose sulla gestione degli spazi all’interno dell’hotel. Ove possibile saranno creati percorsi separati “sporco - pulito” per garantire l’isolamento dei pazienti positivi dal personale non sanitario. «Gli spazi comuni si legge – devono avere la possibilità di creare una o più separazioni, con percorsi appositi per le persone e per il personale di servizio. L’alloggio sarà ad esclusivo uso dell’utente indicato dalla Asl con il divieto assoluto di ricevere visite». Nell’hotel, insomma, potrà entrare solo il personale alle dipendenze della struttura (opportunamente protetto), gli ospiti e il personale sanitario. —


 

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