Da oggi malati Covid nel nuovo reparto, spostati i reparti in un clima di tensione

Videoconferenza tra sindacati e Asl sul nodo del personale. Gli internisti di medicina affiancheranno gli esperti di Usca

Il reparto Covid a Villamarina sarà operativo da oggi. Ieri sono stati completati gli spostamenti dei reparti con l’ospedale di comunità che ha preso il posto di ginecologia, mentre gli addetti stavano approntando ieri pomeriggio gli iniziali 10 posti letto del reparto Covid. Un piccolo scostamento temporale rispetto a quanto annunciato alcuni giorni fa dall’Asl secondo cui il reparto sarebbe stato operativo da oggi. Ma tra un’operazione di logistica e l’altra intorno si muove un mare di polemica e di consultazioni. La Uilfp, tramite il segretario Paolo Camelli l’altro ieri ha presentato un esposto alla procura contro la Asl per l’utilizzo di personale interno prelevato da altri reparti, invece di attingere dalla graduatorie e quindi inserire forze fresche - si parla di infermieri e di oss - per non sguarnire altri settori. E ieri i sindacati erano in videoconferenza con la Asl per trovare una soluzione. Secondo i sindacati, le responsabilità di questa situazione sarebbero da addossare all’ospedale di Piombino, i cui vertici non si sarebbero mossi tempestivamente quando hanno avuto la comunicazione che i malati Covid, bisognosi di cure intermedie, sarebbero arrivati anche a Piombino. Quindi l’ospedale ha attinto dal Pronto soccorso (4 unità), da Chirurgia (2) e da Pediatria (6). Questo anche per coprire il servizio pre-triage all’esterno del pronto soccorso, da dove i malati Covid saranno trasferiti al secondo piano da un percorso dedicato. Chiaramente, tutto questo lascia intendere che fino a quando non sarà chiarita la situazione, difficilmente si potrà passare a pieno regime, cioè ai 24 posti letti nel reparto come previsto inizialmente.

Per quanto riguarda i medici, l’Usca sarà in prima linea, affiancata dai medici internisti di medicina, che hanno dato la loro disponibilità per supervisione e appoggio. Situazione comunque confusa, con rimpallo di responsabilità, e anche giustificati timori per situazioni del tutto nuove che si andranno ad affrontare. Timori mitigati dalla certezza, che sarebbe stata fornita dalla Asl, che a Villamarina non arriveranno mai malati gravi, coloro cioè che hanno bisogno di cure molto impattanti e quindi della terapia intensiva o della rianimazione.


Oggi in ogni caso dovrebbe essere il giorno della partenza del reparto, a meno che non vi siano altri ritardi per le polemiche che si sono innescate.

Intanto interviene anche il sindaco Ferrari sulla questione, ribadendo di aver chiesto un incontro in presenza all’assessore alla Sanità della Regione. Passaggio oggettivamente difficile in questo momento di picco della pandemia e di emergenze che riguardano tutto il territorio regionale. «È necessario - dice Ferrari - che ci sia garanzia di sicurezza per operatori e pazienti. È necessario un impegno forte e tempestivo per investire su tutti gli altri servizi. La recente conversione a nosocomio per cure intermedie Covid-19 ha implicato, tra l’altro, l’occupazione dei locali che ospitavano l’ospedale di comunità, locali ora destinati ai pazienti Covid. Ma non è tutto: nella necessaria riorganizzazione dei servizi, l’ospedale di comunità è stato allocato nel reparto di Ginecologia e Ostetricia, specialità già dolorosamente amputata del Punto nascita». Ferrari dunque chiede garanzie sulla distinzione tra percorsi per pazienti Covid e non Covid» e la riacquisizione di tutti quei servizi persi negli anni». —
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi