La lunga camminata per incontrare Conte, il ristoratore piombinese: «Esperienza unica e commovente»

Ricciardi: «Abbiamo pagato tutto, ma ora ci hanno chiuso. E l’asporto non è la soluzione»

PIOMBINO. «Siamo arrivati a Roma dopo 290 chilometri di cammino sulla via Francigena. È una grande emozione anche perché il nostro presidente sarà ricevuto dal premier Conte tra poco». A parlare è il rappresentante dei ristoratori piombinesi, Francesco Ricciardi, titolare de “Il Peccato” che con una collega ha preso parte alla pacifica “spedizione” di ristoratori, baristi, Ncc e altre categorie, per far valere le proprie ragioni. A Roma proprio nel giorno del passaggio della Toscana da arancione a rossa (da domenica), ma l’iniziativa toscana è sicuramente lodevole e testimonia di quanti disagi stanno affrontando gli operatori della ristorazione. «Siamo venuti a Roma con le stesse richieste di marzo scorso, ma anche per far capire a chi ci governa che noi abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto, come mettere il plexiglass, la riduzione dei posti, ingressi limitati. E ora ci hanno chiuso di nuovo. E l’asporto come si fa a pensare che possa risolvere i problemi? Né a noi, ma soprattutto neanche ai clienti, che comprano e poi magari si riuniscono nelle case, con molta meno sicurezza rispetto ai nostri tavoli. È incomprensibile».



Ricciardi racconta comunque di un’esperienza che ha accomunato i quasi cento partecipanti alla lunga camminata e che ha raccolto la solidarietà dell’intero territorio attraversato. «Abbiamo fatto un percorso bellissimo partendo il 4 novembre da Ponte Vecchio, un percorso di storia e di grande comunanza, si sono strette amicizie solide, e ancora più bella è stata l’accoglienza nei tanti comuni che abbiamo attraversato. I sindaci, tutti, anche Vittorio Sgarbi, ci hanno accolto e assistito, hanno camminato con noi con la fascia tricolore per un tratto. È stato molto bello».

Ieri, in tarda mattinata, l’arrivo a Roma, dove il gruppo si è posizionato al Pantheon, e dove è iniziato il sit-in. Ma in poco tempo è arrivato il segnale dal governo che Conte avrebbe ricevuto il presidente regionale dei ristoratori Pasquale Naccari. «È stato un momento molto bello, che ci ha ripagato della nostra fatica. Il nostro presidente si è commosso quando gli è stato comunicato».



Sia chiaro, con quanto sta accadendo, si tratta di una iniziativa simbolica seppur molto forte, ma comunque importante per far capire le esigenze di persone che si trovano privati della loro attività. «Abbiamo pagato tutte le tasse che ci hanno chiesto - prosegue Ricciardi - dopo aver eseguito alla lettera le disposizioni per servire i clienti. E ora ci hanno chiuso. Non è giusto, e non solo per noi, ma anche per le altre categorie. I professionisti che non sono coinvolti in questa emergenza, gli Ncc che si sono offerti di dare una mano nel trasporto pubblico ma non sono stati considerati. E tanti altri. Noi non siamo negazionisti, siamo italiani e rispettiamo le regole, ma allo stesso tempo il rispetto lo pretendiamo». —