Tre turisti spagnoli rubano 13 kg di sabbia e ciottoli dalle spiagge dell'Elba, fermati all'aeroporto di Pisa

Il materiale "catturato" era stato depositato in sacchetti di plastica e nascosto nelle valigie: la guardia di finanza e l'agenzia delle dogane lo hanno scoperto durante un controllo

PORTOFERRAIO. Volevano portarsi a  casa un  pezzo di isola d’Elba, un souvenir particolarmente esotico. Più precisamente tre turisti spagnoli, appena rientrati da una vacanza sullo Scoglio, si erano portati via tredici chili di sabbia e ciottoli rubati dalle spiagge dell’isola. Avevano depositato le varie tipologie di sabbia in diversi sacchetti di plastica, per poi nasconderli dentro la valigia. Ma la “cattura” non è andata a buon fine: i tre sono stati fermati dalla guardia di finanza che opera presso l’aeroporto di Pisa. Sono stati i militari a segnalare quanto accaduto al Parco nazionale dell’arcipelago toscano. I tre turisti iberici, diretti a Valencia,  sono stati bloccati durante i controlli dai finanzieri e dal   personale dell’agenzia delle Dogane, che sono prontamente intervenuti sequestrando i 13 sacchetti da un chilo di sabbia elbana nascosti nelle valigie.

L’Ente Parco  «ringrazia la Guardia di Finanzia di Pisa che ha sventato questa vera e propria aggressione nei confronti del patrimonio geologico e paesaggistico dell’arcipelago toscano», spiegano dall’ente.  Il Codice della Navigazione, infatti, qualifica «l’abusiva asportazione di sabbia e ciottoli dalle spiagge come un  reato di furto aggravato, sia in relazione alla destinazione della cosa (sabbia ovvero il bene demaniale) alla pubblica utilità, nonché per l’esposizione della stessa alla pubblica fede, causando un danno idrogeologico all’arenile e pregiudicandone la fruibilità del lido marino (sottoposto a vincolo paesaggistico ed archeologico- patrimonio UNESCO)».

Questa  pessima pratica, purtroppo molto diffusa tra i turisti balneari, provoca un enorme danno all'ecosistema biologico e geologico, rischiando di modificare la dinamica costiera e compromettendo l’equilibrio degli arenili.
«Fortunatamente – spiegano dal parco – stavolta, non è andata così. I tre sedicenti studenti valenciani sono stati assicurati alla giustizia e la sabbia è tornata al suo posto». I campioni di sabbie e ciottoli sequestrati saranno riconsegnati dalla guardia di finanza all’Ente Parco ed esposti presso il Centro di Educazione Ambientale di Lacona, dove vengono proposte attività didattiche e divulgative relative alle tematiche degli arenili ed al ruolo degli ecosistemi dunali.


Questa notizia di cronaca dà l’opportunità all’Ente di informare, ancora chi non lo sapesse, «che chi estrae abusivamente rena o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale ovvero delle zone portuali della navigazione interna, senza autorizzazione non solo rischia conseguenze penali ma, sarà costretto anche a pagare una sanzione amministrativa di una somma da 1.549 euro a 9.296 euro».  —

 

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