Concedeva la figlia agli uomini che incontrava a ballare

La madre e due uomini (tra cui  un operaio piombinese  di 42 anni) sono accusati  di violenza sessuale, commessa quando la bimba aveva 10 anni

PIOMBINO. Aveva solo 10 anni quando la mamma la portava con sé in discoteca e la lasciava in compagnia di un pensionato che abusava di lei. In un’altra occasione la madre avrebbe fatto incontrare la figlia con un adulto. Una storia di profondo disagio, venuta alla luce grazie alla segnalazione di alcune insegnanti della scuola frequentata dalla bambina. Tanto che poi la minorenne aveva chiesto di essere allontanata da casa per vivere in una struttura protetta, lontano da quell’orrore. Mercoledì in Tribunale a Pisa è stata sentita la maggior parte dei testimoni dell’accusa, a cominciare dal personale della squadra mobile di Pisa, in particolare della sezione che si occupa dei reati contro la persona subiti da minori, violenze sessuali e prostituzione.

Per le violenze sulla bambina, che nel frattempo ha da poco compiuto la maggiore età e ha lasciato la casa famiglia, sono a processo la madre, una brasiliana residente a Pisa (omettiamo le generalità di tutti per non rendere riconoscibile la parte offesa) e due amici della donna. Diversi i reati contestati che vanno dalla violenza sessuale consumata e tentata aggravata dal fatto che è stata commessa su una minore.

Violenza di cui è chiamata a rispondere anche la madre perché sapeva che la figlia minorenne aveva rapporti con adulti ma non ha impedito che questo accadesse. Il secondo collegio del tribunale (presidente Dani, a latere Grieco e Iadaresta) dovrà decidere delle condotte tenute da un pensionato livornese di 73 anni difeso dagli avvocati Veronica Macchi e Alessandro Gava; di un operaio di Piombino di 42 anni, assistito dall’avvocato Marta Campagna oltre che la 51enne, mamma della bambina al centro delle attenzioni sessuali dei due coimputati, difesa dall’avvocato Francesco Mancuso.

Nel corso dell’incidente probatorio era stata sentita in modalità protetta l’adolescente, all’epoca minorenne, che aveva confermato, tra mille silenzi e angosce, il contesto ricostruito dalle indagini della squadra mobile e dalla Procura. L’adolescente, in forte imbarazzo nel ricordare quei momenti, non aveva parlato di costrizioni o del passaggio di soldi. Ricostruiti due episodi nel corso dei quali la madre e un parente avrebbero cercato di convincere la minore a tornare a casa e a ritrattare. In alcune occasioni gli adulti ora a giudizio l’avrebbero invitata a tacere con minacce più o meno esplicite.

Per la bambina un ulteriore peso da sopportare. Il pensionato livornese avrebbe frequentato la bambina già dal 2013, quando lei aveva 11 anni e lui 67. La mamma, stando all’accusa, frequentava e incontrava uomini in locali da ballo della provincia di Pisa, in particolare in un locale di Pisa. L’udienza è stata aggiornata per sentire gli ultimi testimoni dell’accusa - il pubblico ministero è Miriam Pamela Romano - per sentire gli ultimi testimoni e per le conclusioni. —


 

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