Protesta delle palestre, rabbia e sfiducia dopo così tanti sforzi

Stacchini (Morphè): «Promossi con lode dai controlli. Decisione pazzesca». Grilli (Living Club): «Si chiude dove si dà salute, mentre altrove si tiene aperto»

PIOMBINO. Care palestre, avete usato la settimana che il governo vi ha concesso per mettervi in regola o per intensificare il protocollo anti-covid? Bene, ma dovete chiudere lo stesso. Nonostante gli sforzi, anche economici per far fronte alle normative sulla sicurezza, e nonostante i controlli effettuati dai Nas andati nella totalità, o quasi, a buon fine.

C’è rabbia e sfiducia negli operatori del fitness che si ritrovano di nuovo chiusi come nel marzo scorso. «Era più che nell’aria questo stop – afferma Stefano Stacchini della Morphè – I controlli su Piombino sono stati fatti da noi e al Living Club. Personalmente siamo stati promossi con la lode. In generale so che in Toscana i controlli sono andati tutti molto bene. Basta, però, andare in un qualunque parco, a qualunque ora, per vedere cosa sta emergendo. Hanno chiuso noi, mentre per l’attività all’aria aperta, non regolamentata, è il via libera. Andate a vedere se ci sono assembramenti, se qualcuno misura la temperatura, se viene firmata l’autocertificazione, se le attrezzature vengono sanificate. È una situazioni da pazzi da un punto di vista del contenimento del covid. Inoltre siamo tutti perplessi su come dovremo rapportarci nei confronti dei clienti per gli abbonamenti degli iscritti. È poi in programma, per venerdì mattina a Firenze, una manifestazione del mondo sportivo. Speriamo ovviamente che non venga strumentalizzata. È normale che gli animi siano caldi, ma auspico una manifestazione pacifica. Ieri mattina è stata anche presentata un’interpellanza alla camera deputati per sapere dal Cts i dati scientifici in base ai quali sono stati chiusi palestre, teatri, cinema, e ristoranti in modo anticipato – prosegue Stacchini – Vogliamo la prova provata che i centri fitness sono dei potenziali luoghi di contagio. Noi crediamo il contrario e abbiamo fatto il massimo per la sicurezza. Aspettiamo pure i ristori, per capirne l’entità e soprattutto le tempistiche. Per tanti è questione di vita o di morte. Noi come Morphè per i 77 giorni nei quali siamo stati fermi nel primo lockdown abbiamo ricevuto duemila euro. Cifra che corrisponde più o meno a una bolletta Enel di un centro come il nostro. Infine, abbiamo avanzato e un sacco di proposte. Vediamo se ci ascolteranno».


«Non è affatto una sorpresa questo stop – le parole di Mirko Grilli del Living Club – L’avevamo già previsto. Nonostante i controlli andati bene. I Nas hanno ispezionato tante palestre e tutte erano in regola. Questa chiusura senza statistiche e numeri alla mano ci fa arrabbiare ancora di più. Ha dell’assurdo. Si chiude dove si dà salute, altrove si tiene aperto. Piuttosto non ci sono protocolli per i parchi pubblici. Anche perché chiudendo le strutture che seguivano i protocolli adesso c’è una frotta di persone libere fuori senza alcuna regola. Siamo anche un po’ poco fiduciosi sul fatto che qualcuno voglia ascoltarci. Sembra che nessuno si voglia mettere al tavolo a parlarne».

«Ci risiamo a bomba, e il tutto era molto evitabile – sostiene Alberto Mazzola del Body Line – Si sapeva come era stata la prima volta. C’era il tempo per organizzarsi in modo diverso. E ora è saltata fuori la questione parchi, adesso pieni. Io cerco di passarci il meno possibile, sennò mi viene il fegato amaro. Lo stop ce l’aspettavamo eh. Era stato un contentino quello della settimana scorsa. Lo accettiamo e cerchiamo il modo di andare avanti. Il sindaco ci ha detto che l’attività outdoor si può fare. Noi riproporremo gli on line tramite app e l’attività all’aperto. Stiamo preparando un calendario. Il sindaco ci ha offerto anche l’opportunità eventualmente di appoggiarci in qualche area all’aperto di proprietà comunale, vedremo. Lo stiamo valutando, più che altro per i bimbi del taekwondo». «Noi lavoriamo per la maggior parte su prescrizione medica o recupero funzionale – spiega Lio Bastianini della Motus – Se però non cambiano orientamento nel sanitario trovando una specifica nel settore, non credo potremo fare qualcosa. Aspettiamo comunque disposizioni dal sindaco che ha detto si sarebbe informato. Abbiamo intanto riattivato i corsi on line e credo potremo fare quelli outdoor». Sfiduciato Gianluca Ciaponi del Wellness Club: «A questo punto è una decisione politica e quindi c’è poco da fare».
 

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