Il grande cuore di Mich ha smesso di battere

Cordoglio in città per la morte di una matissimo cuoco e factotum dell’Atletico Piombino

PIOMBINO. Mich era uno di quei pilastri sui quali si reggono le società sportive dilettantistiche. Se fosse stato un giocatore, sarebbe stato un mediano alla Lele Oriali, «con dei compiti precisi, a coprire certe zone, a giocare generosi. Lì, sempre lì, lì nel mezzo, finché ce n’hai stai lì» per dirla con Ligabue. Mich era il punto di riferimento dell’Atletico Piombino, della sua famiglia e di tanti, tantissimi ragazzi.

Il suo grande cuore martedì mattina ha smesso di battere. Michele Basanisi, Mich, aveva 67 anni. E lascia un vuoto enorme nella nostra comunità.


Michele è morto nella sua casa, alla Tolla Bassa. Una casa che, non a caso, si affaccia sullo stadio Magona. Ieri mattina ha fatto il consueto giro in centro, tra una colazione e tante strette di mano. Tutti lo fermavano per fare due chiacchiere, spesso per parlare di calcio. Lui aveva sempre una risposta e una battuta: col sorriso, con quei modi gentili e garbati. Dopo il giro, Mich ieri mattina si è dedicato al nipotino, nato appena un mese fa. Era felicissimo da quando Valentina, la figlia, le aveva fatto questo meraviglioso regalo. «Ora mi dedico al bimbo, voglio fare il nonno a tempo pieno» ripeteva agli amici più stretti. Così ieri mattina, al rientro, lo ha portato un po’ sotto casa insieme alla compagna di una vita, la moglie Manuela Del Zoppo. Lei poi ha fatto un salto in centro, per prendere i soldi al bancomat. «Io torno in casa perché ho freddo», le ha detto Mich. Sono state le sue ultime parole. Al rientro, Manuela lo ha trovato in sala, disteso in terra, senza vita. Ha urlato, ha chiamato i soccorsi. Erano le 12,30 circa. I volontari della Pubblica assistenza e la dottoressa del 118 hanno tentato di tutto: quasi un’ora di massaggio cardiaco, poi l’adrenalina, ma non c’è stato niente da fare.

Il cuore di Michele era grande ma sofferente. Anni fa, quando ancora lavorava alle acciaierie, ebbe un infarto e fu operato. Da allora, era tenuto sotto controllo a Bologna e negli ultimi due anni a Pisa. Dopo l’intervento cambiò mansione, fu trasferito nell’ufficio programmatori degli impianti marittimi. Fu in quegli anni che Mich entrò nella famiglia dell’Atletico Piombino dove, una volta in pensione, si dedicò a tempo pieno. Ufficialmente era il cuoco della società nerazzurra, in realtà era uno degli insostituibili factotum. Se c’era da accompagnare i giocatori in trasferta, prendeva la sua auto e partiva. Se mancava un autista, saliva su un pulmino e partiva. Se c’era da dare una mano al bar dello stadio, eccolo lì tra caffè e sambuche. E se c’era da risolvere un problema, da appianare qualche contrasto, da ricucire rapporti in seno alla squadra o alla società, eccolo lì ai fornelli. Le “cene di Mich” erano un rito, un momento speciale nella vita della famiglia nerazzurra. Lo si è visto anche durante il periodo del comitato #stadioxtutti. Lui era sempre lì, a buttare la pasta o a trovare qualunque cosa di cui ci fosse bisogno. Manca qualcosa? «Senti Mich».

A casa sua, nel sottotetto di quell’appartamento a ridosso della curva Tolla, aveva anche ospitato qualche calciatore che abitava lontano. Lui e Manu erano un po’ gli zii di tutti i giocatori che hanno visto passare. Tanti giocatori. Per tutti, Mich era una certezza. Un uomo buono e un po’ il Mr Wolf di Pulp Fiction, quello che risolveva problemi. «Un pezzo da novanta» come lo definisce Roberto Ulivi, dirigente nerazzurro e grande amico di Mich.

Michele fino all’ultimo è stato accanto alla sua squadra, nel suo stadio Magona. Anche in questi giorni. Domenica scorsa, prima che venisse sospeso tutto a causa del Covid, per la prima partita casalinga della stagione del Piombino aveva detto che avrebbe portato il nipotino. Sarebbe stato un giorno doppiamente speciale per lui e per tutti quelli che gli hanno voluto bene. E nel suo caso erano davvero tanti.

La salma ieri è stata composta e trasferita nella sala mortuaria del cimitero, per l’ultimo saluto di parenti e amici. Domani alle 11,15 verrà benedetta alla chiesina di Salivoli, prima della cremazione prevista a Grosseto.

Grazie, Mich. —
 

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