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Il Casone di Baratti in vendita a 4,8 milioni con un progetto da hotel extralusso

L’edificio viene presentato come “villa unifamiliare”, ma il rendering non lascia dubbi sul futuro dell’ex podere  

PIOMBINO. Villa unifamiliare sul Golfo di Baratti con 4 milioni e 800mila euro. La pagina web si apre con rendering che non lasciano dubbi: la casa dei sogni con panorama mozzafiato è nell’area del podere del Casone.

Si trova sul sito Lionard Luxury Real Estate: da qui, sempre “targate” Piombino, con risultati alterni, sono passate Villa Vittoria, in Cittadella e Villa l’Hermite, su viale Amendola.


Se già sarebbe una magia per tutti una vita vista mare, figuriamoci svegliarsi affacciandosi dalla duna a ridosso della pineta di Baratti. Dai rendering e dalla descrizione pare chiaro che il progetto generale resta ancora quello di un albergo extralusso che “reintepreta” i volumi già esistenti. Perché di questo si discute, tra mille polemiche e proposte di diversa destinazione d’uso, dal 2008: dal momento dell’acquisto del podere – dalla Populonia Italica (gruppo Italcementi)– per cinque milioni, fatto da Casone di Baratti Srl. (proprietà fiorentina attiva nel settore sanitario e assistenziale). Società di capitali che aveva portato a termine, insieme all’acquisizione dell’omonimo podere, altre proprietà immobiliari e terreni, sempre vicini allo storico complesso che affaccia sulla spiaggia. Tra le proprietà passate di mano, nell’area di fronte alla Chiesina di San Cerbone, l’ex struttura utilizzata come officina della miniera, a lungo casa della famiglia Ulivelli (già ristrutturata e venduta) e casa Verdiani, in attesa di acquirenti.

La passeggiata tra gli immobili del Casone resta valida per quanti desiderano raggiungere la spiaggia tra il Centro Velico Piombinese e il Fontino. Si passa vicino alle case, alcune abitate fino al febbraio 2016 (dalle famiglie Pietrelli, qui dal 1927 e Sandrini, residenti nel podere da fine anni Cinquanta) e i resti della falegnameria gestita da Ivo Rossi. Luogo che oltre a racchiudere memorie sin da prima degli Etruschi resta intrecciato alla vita di generazioni di piombinesi. Ecco perché nell’operazione Casone il problema non è mai stato tanto il passaggio di proprietà, quanto la compravendita di un bene in un luogo unico al mondo. Certo grazie alla lungimiranza degli amministratori si è evitato che Baratti diventasse una seconda Punta Ala (per cemento e costruzioni), ma resta l’amarezza che Comune e Società Parchi non abbiano fatto di più per il futuro di un bene che si trova al centro di un’area archeologica e a pochi metri da una spiaggia assediata dall’erosione. La destinazione del Casone è stato il punto di maggior polemica durante il percorso partecipato fino al piano particolareggiato di Baratti e Populonia (2013) che ne ha previsto la riconversione a fini turistici ricettivi. Fermo restando che non ci potranno mai esserci recinti al passaggio fino al mare.

Ben più che una risposta agli allarmi per il degrado, adesso, la vendita di una villa che ancora non esiste. –