Elba 2035, Murzi fissa l'obiettivo: «Idee, progetti e condivisione: così costruiamo l’isola del futuro»

Il presidente di Acqua dell’Elba apre i lavori per il manifesto della sostenibilità: seduti allo stesso tavolo tutti gli attori protagonisti del territorio elbano  

L’intervista

L’isola d’Elba tra quindici anni. È quello che prova a immaginare Acqua dell’Elba, l’azienda elbana al lavoro, ormai da tempo, per promuovere l’ambizioso progetto “Elba 2035” che punta alla creazione di un manifesto della sostenibilità dell’isola. Come? Coinvolgendo le migliori energie dell’Elba, a partire dal mondo delle imprese, della politica, della cultura, dell’ambiente e dell’associazionismo che parteciperanno a diversi tavoli di lavoro su alcuni dei temi decisivi per il rilancio futuro dell’isola. Lunedì nella sala del Centro De Laugier di Portoferraio si terrà il primo dei tre appuntamenti pubblici che porteranno alla stesura e alla firma del manifesto della sostenibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti nel percorso.

Il Tirreno ha intervistato Fabio Murzi, presidente di Acqua dell’Elba e promotore di Elba 2035 a poche ore dal primo dei tre importanti appuntamenti.

Presidente Murzi, ci può spiegare in che cosa consiste e quali sono le principali novità di Elba 2035?

«Vogliamo mettere intorno a un tavolo i più importanti attori del nostro territorio, dai politici che sono poi quelli che prendono le decisioni, alle associazioni di categoria, le imprese che sono il motore economico e anche associazioni culturali e di volontariato, oltre al mondo della scuola e ai giovani. Insomma, puntiamo a un coinvolgimento a 360 gradi per cercare di creare una visione collettiva che secondo noi è un po’ quello che manca all’isola d’Elba. Produciamo tanto valore e tanta risorsa economica, ma andiamo un po’ in ordine sparso».

Il vostro obiettivo è generare un percorso che crei progetti concreti per l’isola e il suo ambiente. Ma questi progetti come saranno finanziati?

«Le risorse economiche ci sono per buoni progetti. Talvolta in Italia restiamo un po’ indietro, in realtà, come è emerso nell’ultimo confronto dello scorso ottobre nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile, ci sono stati alcuni interventi nei quali è stato toccato proprio questo punto. Le risorse possono arrivare dal nuovo piano europeo Next Generation EU e anche dal Green New deal che era stato approvato in precedenza: per un certo tipo di progettualità i soldi ci sono. La preoccupazione più grande è cercare di mettere a punto dei progetti concreti e specifici che diano risposte a quello che manca sull’isola».

Come nasce Elba 2035?

«Il progetto nasce da noi, da Acqua dell’Elba che è il soggetto promotore e finanziatore. Siamo impegnati fin dalla nascita dell’azienda con interventi di questo tipo. All’inizio siamo partiti con la sentieristica, poi ci siamo aperti all’arte e dunque a un’altra serie di progetti specifici e finalizzati ad arricchire il territorio e la comunità elbana. Due anni fa nacque il festival Seif e l’anno scorso c’era stato questo primo incontro di Elba 2035. Il progetto parte da lontano e pensiamo che sia un giusto contributo da parte nostra per valorizzare l’isola d’Elba e anche, mi auguro, la vita di noi elbani».

Elba 2035 è diventato un evento ASvivS, compreso nel Festival dello sviluppo sostenibile...

«Abbiamo accolto con felicità questa scelta da parte di ASvivS che, per citare le sue parole, ha apprezzato l’innovazione del processo di ascolto del territorio e la metodologia di indagine».

L’obiettivo principale è quello di guardare avanti, ma dunque secondo lei quale è il futuro per l’isola d’Elba?

«Per Acqua dell’Elba e per l’isola d’Elba è che si riesca a fare dei progetti condivisi di medio e lungo periodo basati sulla sostenibilità. Ci vorrebbero idee comuni per l’urbanistica, per l’ambiente e per gli aspetti paesaggistici e socio economici. È opportuno che l’Elba condivida alcuni punti da portare avanti tutti assieme, anche se ci sono ancora oggi sette realtà amministrative e comunali diverse. Questo è l’auspicio, con l’obiettivo principale e ultimo di migliorare la qualità della vita e il benessere di noi abitanti. Il percorso culminerà con il manifesto della sostenibilità, che ci auguriamo fissi delle linee guida e che sarà migliorato nei prossimi anni. Auspicabilmente sarà sottoscritto da tutte le persone che parteciperanno al percorso e che, quindi, con la sottoscrizione assumeranno un impegno molto concreto».

Da sinistra Fabio Murzi, Chiara Murzi e Marco Turoni di Acqua dell'Elba


Siamo in piena pandemia, il Covid come può influire sulla realizzazione del percorso di Elba 2035?

«Secondo me bisogna sempre guardare oltre il contingente, sapendo ovviamente affrontare le sfide dell’oggi e della quotidianità. Dico sempre che non dobbiamo farci condizionare il nostro futuro dal Covid, perché il futuro non dipenderà dal virus, ma da come sapremo reagire al virus. Questo vale per tutte le avversità che si parano davanti a un’azienda, a una persona, a un territorio o a una nazione. Io sono molto fiducioso sia in generale come imprenditore di Acqua dell’Elba, conoscendo il valore di tutti i miei collaboratori, ma anche per l’isola d’Elba che ha un valore sia di risorse umane sia di risorse naturali e paesaggistiche straordinarie. Credo che anche questo periodo negativo passerà». —