Un fenicottero si riposa nella piccola Camargue delle Antiche Saline

Elba: il fotografo Marchese ha immortalato l’esemplare. Paesani: «L’istinto lo ha guidato fino alla nostra isola»

PORTOFERRAIO. «Se c’è un uccello che, più di altri, ci ha aiutato a “rivedere” il concetto di migrazione e soprattutto di “svernamento”, questo è il fenicottero (Phoenicopeterus roseus)». Così Giorgio Paesani, ornitologo, commenta un nuovo avvistamento di un fenicottero nella settimana scorsa presso la zona delle antiche saline di San Giovanni.

«Il nostro ultimo fenicottero “elbano” si è trovato forse in difficoltà – spiega Paesani – sicuramente isolato dal suo gruppo e allora l’istinto e il DNA lo hanno guidato in un posto che si chiama “Saline” non per caso. Perché decenni fa lì c’erano delle distese di acqua salmastra che sicuramente i suoi avi hanno sfruttato in passato chissà quante volte! Perché quel minuscolo specchio d’acqua separato dal mare da un marciapiede gli sembrava istintivamente accogliente. Era già successo che soggetti isolati si fermassero temporaneamente e qualche anno fa un giovane fenicottero ha passato l’intero inverno a San Giovanni, permettendoci di allungare la lista delle specie svernanti all’Elba. Questa la parte affascinante del racconto. E la responsabilità? Sta nel ricordarci di rispettare e conservare questi ambienti, anche (e forse soprattutto) quelli “residuali”, quelli di confine, i bacini di biodiversità, i posti dove le acque si purificano, i pesci si riproducono e i loro avannotti diventano pesciolini, le alluvioni si sfogano senza distruggere case o ammazzare persone. Non è in ballo solo la vita di un giovane fenicottero».

La sosta elbana del fenicottero è stata documentata dalle splendide fotografie di Antonello Marchese che ha inviato al Tirreno una galleria sull’avifauna stanziale e migratoria (a ridosso della giornata degli uccelli migratori del 10 ottobre scorso) all’Elba e nel Parco dell’arcipelago toscano, con la sorpresa di un altro fenicottero nella zona umida di San Giovanni. Marchese ha immortalato il volo di una Berta maggiore a Pianosa, due aironi cinerini sempre sull’isola piatta dove, nella zona del porticciolo, si è fermato per alcuni istanti uno stormo di cormorani. Nella zona umida di mola, piccolo scrigno della biodiversità, Marchese ha fotografato un giovane corriere grosso. Nella piccola Camargue delle Antiche Saline di Portoferraio, il fotografo ha immortalato un Piro Piro Piccolo (Actitis hypoleucos), dei magnifici aironi e il fenicottero.