Contenuto riservato agli abbonati

È l’Elba il segreto di Bottas: «In una chiesa dell’isola ho scacciato i miei incubi»

Nella foto grande Valtteri Bottas esulta salendo sopra la sua Mercedes al termine del Gp di Russia, in alto a destra con la comapgna Tiffany Cromwell in tenuta da biker sulle strade dell'Elba. In basso a destra il pilota sullo yacht si asciuga dopo un tuffo nel mare dell'isola d'Elba

Il pilota Mercedes ha ringraziato lo Scoglio dopo il trionfo al Gp di Russia. Dieci giorni fa la vacanza nell’arcipelago con la compagna: «Mi sono ritrovato»

PORTOFERRAIO. «Dopo il Mugello sono andato all’Isola d’Elba, ho trovato una chiesa lì e mi sono sbarazzato degli spiriti negativi. Spero nel titolo, assolutamente: sarebbe assurdo mollare a questo punto, è giusto tenere l’asticella più in alto possibile ed ambire al massimo».

La rinascita di Bottas in F1 è nata dopo una vacanza tra l'Elba e Capraia



Valtteri Bottas, pilota finlandese, ha ringraziato pubblicamente lo Scoglio per avergli dato la forza per tornare ad essere il più veloce in pista. Il campione della Mercedes ha trionfato domenica scorsa nel Gran Premio di Russia e, una volta al microfono, ha svelato il segreto della sua nuova condizione psicofisica, ideale per tagliare il traguardo per primo lasciandosi alle spalle campioni del calibro di Max Verstappen e Lewis Hamilton. Le sue parole sono state riportate dal portale specializzato Motorsport.com e da Sky. Ebbene, la rinascita di Bottas - a sentire le parole del campionissimo - è dovuta in buona parte alla vacanza lampo che il pilota ha compiuto all’Elba assieme alla compagna Tiffany Cromwell, sfruttando una breve pausa dalle gare dopo il deludente Gran Premio del Mugello. In quell’occasione Bottas aveva conquistato la pole position, risultando il più veloce nelle prove ma in gara, nonostante la macchina veloce e il buono stato di forma, si è ritrovato dietro al compagno di squadra e leader della classifica mondiale Lewis Hamilton.

Bottas con la compagna Tiffany a Capraia

Troppo dispiacere, amarezza e un pizzico di smarrimento per Valtteri che è sbarcato nell’arcipelago toscano per ricaricare le batterie. Come? Basta spulciare i profili social del campione e della compagna Tiffany, ciclista professionista, per avere un’idea del tempo trascorso all’Elba, con una puntata anche all’isola di Capraia. La coppia si è rilassata in barca e ha approfittato del sole di metà settembre (l’ondata di maltempo non era ancora arrivata) per tenersi in forma pedalando sulle strade e lungo i sentieri dell’isola d’Elba.

Tiffany Cromwell in bicicletta sull'Anello Occidentale, all'isola d'Elba

Nel racconto social si vede, infatti, Valtteri Bottas seduto a poppa sullo yacht, dopo un bel tuffo nel mare dell’isola d’Elba, poi qualche scatto dello Scoglietto di Portoferraio e un’immagine aerea della darsena di Portoferraio. Poi il racconto degli allenamenti in bici con Tiffany, entrambi in tenuta da bikers (come due comuni turisti nordici con la passione per la bicicletta) alternati da qualche sosta panoramica per gustare i panorami mozzafiato dell’anello occidentale. Poi una breve visita a Capraia, con tanto di bagno nel mare limpido dell’isola ed escursione a piedi lungo i sentieri del gioiello dell’arcipelago toscano. Il modo migliore, insomma, per liberare la testa e liberarsi dai cattivi pensieri. Appena dieci giorni dopo Valtteri è tornato al volante più veloce di prima, vincendo in Russia con una sicurezza impressionante.

«Spero sempre di incoraggiare le persone a non arrendersi, perché è il più grande errore che si possa fare nella vita – ha detto Bottas – Sabato per me è stata dura, ma non mi sono arreso. Ho visto i punti positivi della situazione e sapevo che avrei potuto avere delle opportunità. E oggi sono arrivate». E comunque, qualora il campione dovesse perdere le certezze ritrovate, basterebbe fare di nuovo una capatina all’Elba. Ormai lo Scoglio, basti ricordare, nel 2017, il matrimonio del pilota professionista Maro Engel a cui partecipò il campione del mondo Nico Rosberg, è un toccasana per i piloti. Qui anche chi è abituato a correre a trecento chilometri all’ora riesce, almeno per qualche giorno, a rallentare. —