Stanno per partire i lavori di restauro e di protezione della Linguella

Da ottobre archeologi al lavoro nella antica villa romana Scavi per scoprire nuovi tesori e lavori per contenere la marea

Per chi vuole conoscere i segreti della villa romana della Linguella e della sua zona termale, è giunto il momento propizio. Basta attendere il prossimo ottobre e chiunque potrà chiedere in diretta notizie e curiosità agli archeologi che saranno al lavoro per il recupero del sito storico, senza dubbio di grande valore per Portoferraio e tutta l’isola d’Elba.

Sono stati infatti programmati dalla Soprintendenza archeologia, Belle arti e paesaggio per le Province di Pisa e Livorno, d’intesa con l’assessorato alla cultura di Nadia Mazzei del Comune di Portoferraio, una serie di lavori di scavo e restauro delle strutture archeologiche alla Linguella e precisamente quelli riguardanti i resti della villa romana e dell’impianto termale, databili tra la metà del I sec. a.C. e gli inizi III sec. d.C. Inizieranno gli interventi a settembre prossimo e l’area non verrà chiusa a cittadini e turisti, i quali potranno seguire i lavori in corso d’opera, eccetto che per brevi periodi in cui ci sarà la movimentazione di mezzi meccanici. L’intervento è finanziato interamente dal ministero per i Beni e le Attività culturali e per il turismo ed ammontano a 300mila euro. Dureranno fino all’agosto 2021.

I fondi sono stati assegnati alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per le Province di Pisa e Livorno, su progetto presentato dal funzionario di zona, la dottoressa Lorella Alderighi, responsabile dei lavori; a tutte le fasi dei lavori collaborerà l’architetto Alessandro Pastorelli di Portoferraio che in sede universitaria ha approfondito gli studi sulle problematiche del sito archeologico della Linguella.

«Inizieremo– dice Alderighi – dopo la fine delle manifestazioni pubbliche estive, con un’opera di ricerca e bonifica ordigni bellici, in quanto la zona fu bombardata durante la seconda guerra mondiale. Seguiranno lavori di scavo archeologico in zone non ancora indagate e tali lavori, da cronoprogramma, dovrebbero iniziare ad ottobre 2020 per durare due mesi circa. Ci sarà quindi una interruzione durante l’autunno ed inverno per riprendere l’azione nella primavera 2021 quando partirà la seconda fase di scavo e verranno effettuati anche i restauri ai mosaici e alle vecchie strutture archeologiche ed eventualmente alle nuove strutture ritrovate. Nel periodo invernale si provvederà ad opere di contenimento del flusso marino e a lavori di restauro e studio dei reperti mobili presenti nei magazzini».

A conclusione dei lavori l’area archeologica avrà una nuova delimitazione e nuovi pannelli informativi e quindi sarà rivisto il percorso archeologico dal museo al sito archeologico. «I risultati dei lavori – conclude l’esperta –verranno presentati con una iniziativa pubblica che comprenderà anche la revisione e l’edizione degli scavi passati e presenti. In ogni caso, se richiesto, potremo fornire informazioni subito dopo la conclusione di ciascuno delle varie fasi. Vorremmo che questo lungo periodo di lavori, che ci auguriamo possano procedere senza difficoltà, possa costituire un momento di avvicinamento degli elbani e non, ad un sito archeologico molto importante che, oltre ad aver subìto un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, sta soffrendo da molti anni per l’innalzamento, dall’epoca romana fino ad oggi, del livello del mare». «I lavori alla Linguella – afferma l’assessore Mazzei – rappresentano una grande occasione per la nostra città. Gli scavi archeologici permetteranno una ulteriore conoscenza della nostra storia e insieme al restauro si ottiene una valorizzazione per un’aura di grande pregio qual è quella della Linguella, che finora non ha espresso tutte le proprie potenzialità. Una crescita quindi».

L’architetto Alessandro Pastorelli ha fatto la sua tesi di laurea sul tema dei ruderi della Linguella. Ecco un’estrema sintesi delle suoi studi: «La villa con annesse le sue terme faceva parte di Fabricia che divenne un importante approdo commerciale. Dei 600 anni di vita romana ai nostri occhi non è rimasto nulla, nessuna traccia dell’antico porto sepolto poi dalla costruzione della magnifica città di Cosimo de’ Medici. Le conoscenze sulla Linguella vengono da ritrovamenti effettuati agli inizi del 1700, integrate con osservazioni e scoperte di data recentissima. La Villa sorse per interessi commerciali riconducibili all’estrazione del granito. I pochi resti dell’antica costruzione conservati, non permettono di ricostruire come si articolasse il fronte sul mare che, analogamente a simili residenze, poteva comprendere avancorpi, porticati o peschiere che si protendevano nell’acqua; si possono riconoscere ambienti residenziali con pavimenti in opus sectile e rivestimento in lastre marmoree. —