Sì al porticciolo di San Giovanni ma senza i due edifici a terra

Per le opere ipotizzate nel 2012 non era stato valutato il rischio idraulico Interventi solo sul patrimonio edilizio esistente e numero di posti barca invariato

portoferraio

Riprende il tormentato percorso di approvazione degli interventi relativi al porto di San Giovanni, anche se l’intervento sarà notevolmente ridotto rispetto a quanto previsto nel piano adottato nel 2012.


Lo ha annunciato il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini durante l’ultimo consiglio comunale che aveva tra i punti in discussione l’accordo di pianificazione per la realizzazione delle attrezzature portuali turistiche. Al centro del dibattito la variante al piano regolatore portuale in ottemperanza alle sentenze del Tar Toscana. La vicenda risale al 2012, quando l’amministrazione approvò la variante al regolamento urbanistico per i due ambiti relativi al porto di San Giovanni e al porto cantieri. Sulla base di osservazioni di associazioni, cittadini e della Regione Toscana, l’amministrazione decise di rimandare l’approvazione del piano di San Giovanni che, secondo quanto sancito dal consiglio comunale, prevedeva una serie di interventi a terra in cui erano compresi due edifici di 750 metri quadrati ciascuno nei pressi della attuale scuola, da destinare uno a servizi portuali ed uno a foresteria ed inoltre interventi sulla viabilità, la realizzazione di parcheggi ed un’area a verde. A mare veniva prevista una rifioritura della diga, mantenendo i posti barca esistenti. Contro la delibera del comune fu presentato ricorso al Tar da parte della cooperativa Marina di San Giovanni a cui il Tribunale regionale Toscano nel 2017 ha risposto annullando la parte di cui il Comune rinviava la redazione del piano regolatore. L’amministrazione doveva quindi dare continuità al procedimento di pianificazione. La precedente amministrazione nel 2018 ha avviato un nuovo iter per la pianificazione dell’area di San Giovanni ma anche in questo caso, dopo il ricorso della Marina di San Giovanni, il Tar ha stabilito che la strada è quella di continuare la pianificazione del 2012, per arrivare all’approvazione definitiva, pena la nomina di un commissario ad acta.

«Ci siamo confrontati con la Marina di San Giovanni – ha annunciato il sindaco – Ed abbiamo dato la nostra disponibilità a concludere l’iter, evitando l’ipotesi del commissariamento. Stiamo quindi riprendendo il percorso di approvazione definitiva tenendo conto del percorso fatto dei passaggi indicati nelle sentenze dei ricorsi, delle osservazioni e tenendo anche conto del fatto che dal 2012 il panorama normativo si è modificato con l’introduzione del Piano integrato territoriale regionale che detta una serie di prescrizioni rispetto agli interventi da fare in una zona che risulta ad alto rischio idraulico. C’è un passaggio in più che riguarda la ridefinizione delle norme tecniche di attuazione». Una volta ottemperato a queste nuove indicazioni, la variante sarà inviata alla Commissione paesaggistica regionale per dovrà pronunciarsi, dopo di che il passaggio conclusivo sarà l’approvazione definitiva in consiglio comunale. Il percorso però porta ad una ridefinizione dello strumento che prevede interventi molto più limitati rispetto a quanto previsto nel 2012, proprio alla luce delle nuove disposizioni in tema di ambiente e paesaggio, per quanto riguarda la portualità turistica e i servizi annessi.

«Sono ammessi interventi sul patrimonio edilizio esistente – ha annunciato Zini – e non vengono previste opere a terra come le due strutture di 750 metri quadrati ipotizzate nel piano del 2012. Anche per le opere a mare si parla di interventi di manutenzione senza alcun incremento di posti barca, procedendo alla riorganizzazione dei punti di ormeggio».

Previsto un parcheggio con 8 posti e un’area per le attrezzature comunali nelle pertinenze dell’edifico scolastico.

«In questa fase – termina Zini – non possiamo prendere decisioni diverse, la situazione non lo consente. Prossimamente daremo incarico ad un professionista per la pianificazione urbanistica della città per il piano strutturale e il piano operativo e saranno definiti studi anche per il rischio idraulico. Quella sarà l’occasione per tornare a valutare - conclude il sindaco Zini - quale tipo di intervento sarà possibile realizzare in quell’area». –

Antonella Danesi