Gatto ucciso in stazione, la sindaca di Campiglia contro il video del collega di Piombino

Ticciati contro Ferrari: «Dispiace che ironizzi sull’accaduto anziché fare una telefonata alla sottoscritta»

CAMPIGLIA. C’è una persona con in tasca una denuncia per uccisione di animali senza necessità e con crudeltà, a norma dell’articolo 544 bis del codice penale, che non prevede l’arresto. Dalla mattina del 30 giugno l’uomo, un ivoriano di 23 anni senza fissa dimora, che si è reso protagonista di un fuoco improvvisato sul marciapiede di fronte alla stazione di Campiglia Marittima dove per ore dalla notte all’alba ha arrostito la carcassa di un gatto, è il protagonista di un video sta facendo il giro (internazionale) dei social, scatenando un fiume di commenti. Rabbia e sdegno, che soffocano tutto.

E guai a pensare che ci sia dell’altro. L’altro però è quell’uomo smarrito. Vittima di un disagio che non è solo economico. Una pioggia di commenti, che suonano come sentenze. Scolpiti nei social, amplificati e rilanciati da politici nazionali e locali. È in questo cortocircuito che s’inserisce il video che ha realizzato il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, in quota Fratelli d’Italia. Una ventina di secondi, dal divano della sua abitazione con in braccio il suo gatto Topo. È in rete dalle ore 15,55 del 30 giugno. E non sfugge al sindaco di Campiglia Alberta Ticciati, in quota Pd.



«I gatti sono animali domestici – dice nel suo video il primo cittadino di Piombino –. Li abbiamo scelti insieme ad altri animali per condividere con noi la nostra quotidianità. Servono a noi adulti ma servono anche e soprattutto ai bambini per imparare a relazionarsi tra loro. I gatti sono buoni, ma non da mangiare. Vero gatto Topo?». Si ammicca ma non si dice apertamente di quanto accaduto una manciata di ore prima a Campiglia Marittima. A sottolinearlo dalla terra campigliese ci pensa la sindaca Alberta Ticciati. «Dispiace che anche il collega sindaco di Piombino ironizzi con un suo video e “ammicchi” a quanto accaduto a Campiglia, anziché fare una telefonata alla sottoscritta – sottolinea Ticciati –, come fatto dagli altri colleghi, per mostrare vicinanza e comprensione su un tema complesso, articolato, su cui i comuni non sono altro che l’ultimo esecutore, ahimé senza grandi strumenti da utilizzare». Che aggiunge: «Non abbasserò la guardia su questo tema e continuerò il dialogo con le forze dell’ordine e il servizio sociale. Continuerò a svolgere il mio compito, al massimo delle mie capacità e possibilità, fino alla fine del mio mandato, a testa alta, forte dei valori e dei principi che fin qui mi hanno portata, cercando di restituire al mio comune e alla comunità a cui appartengo qualcosa di buono, di positivo, qualcosa di più di ciò che ho trovato. Con determinazione, fermezza, ma anche umanità, senza vergogna».



Sul caso che ha proiettato Campiglia ben oltre i confini toscani la sindaca Ticciati tira un bilancio a caldo. «Ho ricevuto decine e decine di telefonate e letto una marea di post e commenti su quanto accaduto alla stazione di Campiglia. Un atto deprecabile, che intacca e ferisce culturalmente la nostra comunità, da condannare, senza se e senza ma». Che prosegue: «Sono però sinceramente preoccupata per la violenza e la ferocia di molte delle cose che ho letto. Disumane, generalizzate. Sono dispiaciuta per gli attacchi nei miei confronti perché se questa persona ha fatto ciò che sappiamo non è “colpa” dell’amministrazione e dei centri di accoglienza preesistenti, considerando peraltro che questo ragazzo non è mai stato ospite in questo comune. Dirlo significa strumentalizzare e usare questi gravi fatti per ragioni a cui non voglio neanche pensare». —