Lavori al fosso di Segagnana per metterlo in sicurezza

Il Comune ottiene i finanziamenti per sistemare uno dei punti nevralgici per evitare altre alluvioni come successo negli ultimi due anni 

MARINA DI CAMPO. «Il nostro obiettivo è quello di arrivare in primavera con i lavori ultimati lungo il fosso della Segagnana». Il sindaco Davide Montauti ha le idee chiare in proposito: entro la fine dell’inverno dovranno essere rimossi tutti gli ostacoli di cemento che di fatto impedivano il deflusso delle acque lungo questo come gli altri corsi d’acqua del territorio da lui amministrato. Un messaggio che è stato ben recepito dal Consorzio di bonifica che è di fatto intervenuto e che attualmente è impegnato sulla Segagnana. L’opera è divenuta intervento pilota, inserito nel progetto transfrontaliero Italia-Francia Trig. Eau, finanziato sul programma Italia Francia Marittimo e cofinanziato dal Fondo Europeo per lo sviluppo regionale. Campo nell’Elba come altri comuni con le medesime problematiche e rischi idrogeologici, per esempio della Liguria (Portofino e Camogli) o della Sardegna, senza parlare poi della Provenza (Francia). Insomma si parla di un intervento che ha previsto una spesa di poco più superiore ai cinque milioni di euro. Per il comune elbano invece il finanziamento è di circa 70mila euro. Che saranno impiegati al “de tombamento” del corso d’acqua della Segagnana. «I finanziamenti non ci sono certi piovuti dal cielo – ammette sempre il sindaco – A monte c’è stato tutto un lavoro che ha visto coinvolti la nostra giunta, gli uffici comunali competenti, il nostro personale e poi ancora all’esterno enti e amministratori locali e regionali, quali il Genio Civile, molte università non solo della nostra ma anche di altre regioni della Penisola, senza infine contare i nostri partner francesi. Poi abbiamo organizzato e previsti corsi di formazioni sulle tecniche da seguire in questi casi e abbiamo offerto anche agli altri Municipi dell’Elba di prenderne parte. Insomma un lavoro capillare e certosino condotto a 360 gradi, aperto a tutte le persone interessate e anche ai semplici cittadini, pur di vedere il nostro territorio messo in sicurezza idrogeologica». Certo che le tragiche immagini dell’alluvione del novembre 2011 (senza dimenticare quelle del 2002) sono ancora fresche nella memoria della popolazione campese, se ci si è sottoposti a questo intenso, ma proficuo lavoro. Sembra che la comunità della piana abbia deciso di non assistere più a quei tragici eventi. E soprattutto pare sia stata dichiarata guerra ai tombamenti e alla cementificazione che sono le cause principali degli allagamenti e tracimazioni. Il fosso di Segagnana, situato in prossimità di un campeggio, è uno dei punti più sensibili da questo punto di vista. L’intervento prevede la sistemazione della confluenza nel fosso della Galea tramite una condotta di troppo pieno, riconducibile a un diverso sistema di sbocco nel fosso. Si lavora per dismettere il tracciato coperto del fosso di Segagnana che, di conseguenza correrà in tratti a cielo aperto. I tecnici del Consorzio realizzeranno una cassa in laminazione per ridurre e calibrare le portate del corso d’acqua a monte di un ulteriore tratto coperto. Infine saranno sistemati e adeguati i restanti tratti a cielo aperto del fosso. —

Luigi Cignoni


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