La Lista Ferrari: «Noi vittime e accusati di essere fascisti»

Secondo i sostenitori del primo cittadino sono piovute accuse senza ragione: «Le frasi del sindaco sono state strumentalizzate e male interpretate»

piombino. Una tempesta in un bicchier d’acqua. Questo è stato - secondo la lista Ferrari Sindaco - il caso di Francesco Ferrari e della senatrice Liliana Segre. Le parole di Ferrari contro la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita sono però ben udibili in un video. E questi sono i fatti. La Lista Ferrari però ha una visione tutta sua del problema: «Ci siamo sentiti dire che siamo dei fascisti, antidemocratici, antisemiti e chi più ne ha più ne metta. Anche noi, una lista civica, che abbiamo colpa, secondo alcuni, di sostenere un sindaco di centrodestra. Noi il sindaco Ferrari l’abbiamo sostenuto da liberi cittadini uniti da un obiettivo comune, non da un’appartenenza politica. Cittadini che si sono costituiti lista civica: cittadini piombinesi, da tutti ben conosciuti, e non avevamo esponenti dell’estrema destra, nazisti o odiatori a prescindere. Non abbiamo instaurato squadroni della morte o fatto purghe, come qualcuno blaterava a maggio, e nonostante queste insinuazioni la cittadinanza ha espresso il suo volere. E ha scelto Francesco Ferrari».

La Lista prosegue sostenendo che mai è stato messo in dubbio lo spirito democratico «che ci ha spinto a candidarci, nostro e del nostro candidato. Mai abbiamo dubitato della bontà del suo volere, che si è trasformato in volere comune. E oggi dobbiamo continuare a sentire vaneggiamenti tramite i social, analisi sul senso di ogni frase detta, certe volte mal riportata, o estrapolata, senza conoscere il progetto dietro il quale c’è il lavoro di persone. Si parla di fermare l’odio, ma sicuramente non lo abbiamo portato noi nelle piazze; a maggio qualcuno voleva rimandarci nelle fogne con le caviglie rotte. Le nostre caviglie stanno benissimo e corrono forti verso il cambiamento che ci siamo prefissati». Insomma, i componenti della Lista Ferrari, vittime - a quanto pare - di minacce... E non una parola su quanto sta accadendo in questi giorni in città: scritte contro ebrei, vandalismo e minacce contro l’ambientalista Preziosi, e per ultimo lo sfregio sulla targa del Tirreno.

«Appoggiamo fermamente la volontà comune di fermare ogni forma di violenza, ogni forma di vandalismo, ogni scelleratezza. Perché siamo cittadini piombinesi prima di essere altro, e alla nostra città, ai nostri vicini di casa, figli, parenti, amici, concittadini ci teniamo. Invitiamo tutti a collaborare, ad essere un occhio vigile su cosa succede, a segnalare alle forze dell’ordine ogni movimento ambiguo. Perché nel nostro cambiamento auspichiamo una città più vivibile». Infine, sul sindaco: «Vogliamo commentare gli appellativi dati e le conclusioni tratte da una frase detta dal sindaco: detta, magari, con troppa leggerezza e senza dovizia di particolari, ma male interpretata. Detta a riassumere una volontà, la nostra, che stava già percorrendo una strada. Abbiamo invitato la senatrice Segre a partecipare a un incontro nella nostra città il prossimo 27 gennaio, la Giornata della Memoria, coinvolgendo anche la comunità ebraica. Con questa iniziativa volevamo rendere omaggio alla memoria evitando di strumentalizzare la sua persona, le sue travagliate esperienze di vita e l’orrore che ha vissuto, come invece sembra che altri abbiano largamente e ripetutamente fatto. Ci avete solo accusato senza sapere».


Insomma, nessuno ha parlato di “provocazione della sinistra” per aver chiesto la cittadinanza onoraria. Non è successo niente. Tutti possono stare tranquilli. —