Nuovo porto della Chiusa firmato l’accordo quadro

Piombino, il progetto, che è in pista da anni, supera un altro ostacolo amministrativo. Presentata dalla Cooperativa la richiesta per la costruzione della diga foranea

PIOMBINO. Tutti vorrebbero accelerare, ma c’è ancora da accendere i motori. E per farlo è necessario chiudere la parte burocratica. Di sicuro, la firma dell’accordo quadro tra Comune di Piombino, Autorità di sistema Alto Tirreno e Cooperativa La Chiusa per la realizzazione del porto alla foce del Cornia segna un passo in avanti. Tanto che la cooperativa ha già presentato la richiesta di autorizzazione al Suap per l’avvio della costruzione della diga foranea, quale 1º lotto funzionale della realizzazione del porto.

La firma dell'accordo quadro nella sala consiliare del Comune di Piombino


«L’economia del mare rappresenta un settore strategico per la città e il territorio e la nautica ne è una parte importante – afferma il sindaco Francesco Ferrari –. La realizzazione del porto della Chiusa è anche un’occasione di riqualificazione di un’area al momento non utilizzabile, nonché un valore aggiunto per potenziali investimenti sul territorio». Anche il presidente dell’Autorità di sistema Stefano Corsini sottolinea il valore dell’atto sottoscritto. «È un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione del progetto del porto della Chiusa, tassello fondamentale nell’ambito della pianificazione urbanistica del Comune. Il prossimo passaggio sarà la firma dell’accordo sostitutivo preparatorio per il rilascio della concessione vera e propria alla cooperativa La Chiusa». Soddisfazione condivisa anche dal presidente della Coop La Chiusa Lio Bastianini: «Siamo lieti della firma del documento che ci dà di fatto la possibilità di iniziare a costruire».



L’accordo quadro definisce gli impegni e gli adempimenti per l’attuazione degli interventi di realizzazione del polo cantieristico della Chiusa e delle attività ittiche, in prossimità della foce del Cornia. E disciplina, nelle linee generali, le modalità di gestione da parte del soggetto attuatore, la Coop La Chiusa, delle infrastrutture diportistiche e dei servizi connessi. Inoltre, si prevedono la realizzazione di consistenti opere e interventi di interesse pubblico: la bonifica ambientale dell’area, la darsena pescherecci, con relativi servizi a terra, i parcheggi di uso pubblico, le aree a verde pubblico, le infrastrutture viarie e le opere di urbanizzazione di collegamento tra il polo della cantieristica e la viabilità comunale o del porto commerciale, quelle interne al polo stesso, funzionali anche all’area confinante per le attività di itticoltura, un terminale di collegamento con la rete dei trasporti pubblici locali. In questo ambito, la società provvederà anche alla sistemazione e asfaltatura della strada del Quagliodromo, per la quale il Comune è in trattativa per subentrare nell’uso della concessione, rendendo più agevole l’accesso a quel tratto di litorale.



Il progetto del porto turistico lungo il tratto costiero tra la Punta Semaforo a ovest, in prossimità del porto commerciale passeggeri, e la foce del Cornia a est, prevede un costo di costruzione di 80 milioni di euro. Si procederà a stralci funzionali. Due anni per la prima parte della darsena, quella di Levante con 350 posti, e un arco tra gli 8 e i 10 anni per il completamento con una previsione occupazionale a regime di 400 addetti. A dare benzina all’operazione oltre la vendita dei posti barca le trattative aperte con società di charter nautico e soprattutto imprese interessate alla cantieristica. —
 

 

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