Gupta: «Magona ha grandi potenzialità, obiettivo aumentare la produzione»

Dirigenti e ospiti festeggiano a pugno chiuso: è il rituale della nuova proprietà della Magona per le nuove acquisizioni (foto Paolo Barlettani)

Il presidente di Liberty annuncia investimenti per 15 milioni. Dopo il revamping del decapaggio serve il riavvio della verniciatura

PIOMBINO. Da ieri alla Magona sventola la bandiera Liberty, issata sul piazzale dello stabilimento al termine di una cerimonia conclusa curiosamente con un pugno chiuso (spiegato poi come uno scaramantico rituale del gruppo) che ha accomunato tutti le autorità convenute: per l’ufficializzazione del passaggio dello storico stabilimento piombinese da Mittal a Liberty, a Piombino sono arrivati Sanjeev Gupta, presidente esecutivo del gruppo di cui fa parte Liberty, e cioè Gfg Alliance, e il ceo di Liberty Steel Continental Europe, Jon Bolton: tra i 150 ospiti il presidente della Regione Enrico Rossi, il direttore operativo di Jsw, Mohan Babu, il consigliere regionale Gianni Anselmi, il sindaco Francesco Ferrari e l’assessore al lavoro Sabrina Nigro.

Gupta e il presidente Rossi issano la bandiera di Liberty


A fare gli onori di casa l’amministratore delegato di Liberty Magona, il piombinese Giovanni Carpino: «Siamo molto orgogliosi di essere entrati a far parte della famiglia Gfg – ha detto – e di lavorare con Sanjeev e il suo dinamico team». Carpino, che ha ringraziato Gupta «per la decisione di lasciare il marchio Magona accanto a Liberty», ha sostenuto che «la loro esperienza nel settore siderurgico e il loro entusiasmo ci aiuteranno a riportare la Magona al centro degli scenari internazionali dell’acciaio».

Gupta dal canto suo si è detto «estremamente orgoglioso di dare il benvenuto nella famiglia Gfg Alliance alle centinaia di dipendenti qualificati e motivati di Piombino. Col loro supporto definiremo una solida strategia di crescita in modo che Liberty Magona possa diventare un punto di forza e prosperità nella regione. Non vediamo l’ora di lavorare con Giovanni e il suo team per creare un futuro luminoso e sostenibile per il nostro gruppo e il nostro settore».

A margine Jon Bolton ha aggiunto che «Liberty Magona è un’azienda ben posizionata ed efficiente con una forza lavoro eccellente. Intendiamo utilizzare queste solide basi per espanderci in Europa occidentale. Riteniamo che la qualità delle strutture, integrata da investimenti incrementali, faciliterà lo sviluppo del suo portafoglio di prodotti».

Gupta ha poi annunciato l’impegno a investire oltre 15 milioni di euro in Liberty Magona «per aumentare la produzione e garantire la sostenibilità a lungo termine dell’impianto». Ai giornalisti ha poi spiegato che già sono stati fatti «investimenti per cinque milioni nel revamping del decapaggio (l’impianto sarà pronto a inizio 2020 ndr)con 25 assunzioni», e che ora, «trascorsi i 100 giorni dall’acquisizione, ci confronteremo con le idee del management per pianificare l’attività». Dunque, anche se non ufficializzato, nella somma citata per i primi investimenti, sembra esserci posto quanto meno per il revamping della verniciatura, giudicato essenziale anche dai sindacati.



Rispondendo quindi ad alcune domande dei giornalisti ha spiegato «di credere nelle potenzialità di Magona, per la sua storia, la qualità e la passione dei suoi lavoratori, oltre che per l’importanza del porto e della logistica».

Rispetto alla Brexit Gupta ha parlato di «una situazione delicata per la quale c’è bisogno di una soluzione in breve tempo. Noi con Liberty Steel siamo in sette Paesi e abbiamo 15mila dipendenti, anche in Uk, e abbiamo bisogno di regole chiare per il futuro. Una volta che ci sarà chiarezza sapremo come comportarci».

Rispetto alla possibilità che il Regno Unito esca dell’Ue senza un accordo, Gupta si è detto «preoccupato, perché tante persone dipendono da questo business, quindi abbiamo bisogno di una soluzione rapida». Gupta ha parlato anche dei rapporti con l’Ue, perché «la maggior parte dei nostri investimenti è in Europa, quindi è importante che l’Europa segua una logica nelle sue politiche, soprattutto rispetto all’acciaio che viene da fuori. Noi siamo a favore non di politiche di protezionismo – ha concluso – ma di politiche che rendano il mercato equo». Infine il numero uno di Gfg Alliance, riguardo a possibili nuove acquisizioni, ha detto: «Siamo un gruppo in crescita e vogliamo continuare a crescere». —
 

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