Vertice sul nuovo presidente di Rimateria Ferrari ai sindaci: «Il nome non ve lo dico»

Piombino, mattinata surreale in Comune il 22 agosto. I colleghi della Val di Cornia indispettiti, i soci privati invece sono già stati informati

PIOMBINO. I sindaci della Val di Cornia convocati in Comune, a Piombino, per una riunione, molto importante con il sindaco di Piombino Francesco Ferrari. Argomento naturalmente Rimateria e la discarica, il punto centrale dell’attività amministrativa di questa coalizione di centrodestra. Importante perché a fine mese la presidente di Rimateria Claudia Carnesecchi, rimasta con una proroga malgrado le dimissioni, deve essere sostituita. Con un personaggio che - ovviamente - sia in linea con la politica del Comune di chiudere la discarica al più presto. Nome che circola, a quanto pare, in ambienti molto ristretti. Secondo alcuni si tratterebbe di un manager che arriverebbe dalla Toscana, ma non piombinese o della Val di Cornia.

I sindaci Bandini (San Vincenzo), Scalzini (Sassetta), Pasquini (Suvereto) e Ticciati (Campiglia), rappresentanti dei Comuni soci di minoranza di Asiu, si aspettavano di aver fatto qualche chilometro per sentire un nome e cognome. Ma così non è stato. Il sindaco Ferrari - non si sa con quale giustificazione visto che dal Comune non è arrivata alcuna comunicazione - ha negato la notizia ai suoi soci istituzionali, pregandoli di pazientare. Perché dovrà avere ancora un incontro con i soci privati (Unirecuperi e Navarra per capirci) e se tutto andrà bene, cioè non ci saranno veti, i rappresentanti dei cittadini della Val di Cornia potranno finalmente sapere di chi si tratta.

Un atteggiamento che ha indispettito i sindaci. Lo hanno sottolineato durante una riunione che da incontro di lavoro si è trasformata presto in un confronto politico sui rifiuti. È ovvio che la titolarità sulla questione rifiuti, con tutti gli onori e gli oneri che comporta, spetta a Ferrari, ma da parte dei colleghi si è parlato di un vero e proprio «sgarbo istituzionale». La diversa matrice politica probabilmente ha inciso in questo passaggio a vuoto. La sola Pasquini (unica di destra) non ha mostrato un atteggiamento contrariato, ma gli altri sì.

Dibattito sui rifiuti si diceva. Sassetta, Campiglia e San Vincenzo hanno fatto notare a Ferrari che - nel rispetto delle competenze - chiudere la discarica dopo che sarà riempito il cono rovescio, significa non poter fare più le bonifiche, che forse sono un tantino più importanti per l’ambiente di Piombino aldilà dei miasmi che purtroppo la discarica emette. È stato fatto notare che - oltre al problema di una gestione dell’emergenza chiusa nelle stanze di via Ferruccio - la questione discarica riguarda tutti i Comuni della Val di Cornia (anche istituzionalmente), e non soltanto Piombino. E che invece viene negata persino la notizia del nome del manager chiamato a seguire le indicazioni della giunta, quando gli uomini di Navarra e Unirecuperi lo sanno, anche se sono stati costretti a giurare di non rivelare assolutamente quella notizia. Insomma, per i sindaci una (quasi) perdita di tempo. Forse per Ferrari un modo per ribadire che sulla discarica Piombino va per la sua strada e non sente nessuno. In futuro si vedrà. —