Tartarughe, nido a Rimigliano messo a rischio da un trattore

Troppe vibrazioni, allargata l’area di sicurezza dai volontari Wwf Val di Cornia  Papetti (tartAmare): «Rilevazione temperature e controlli di possibili tracce»



Cingolato del mini trattore – che svuota i cestini dei rifiuti – marcia troppo vicino all’area di sicurezza per il nido della tartaruga. Dall’allarme all’azione. «Anche le vibrazioni sono un rischio», dice Luana Papatti di tartAmare, che segue anche la “cova” della Costa Etrusca per l’Osservatorio toscano per la biodiversità, OTB. Che aggiunge: «I volontari di Rimigliano guidati dal Wwf hanno già allargato il recinto proprio per garantirne la massima protezione». Tutto affinché questa porzione di spiaggia di Rimigliano – scelta da mamma tartaruga, anche quest’anno, per far covare le sue uova all’alba del 9 luglio – possa essere davvero la miglior incubatrice possibile.


Proseguono i pattugliamenti e i controlli alla spiaggia. In questa fase il team di tartAmare sempre coadiuvato dai volontari Wwf Val di Cornia sta rilevando la temperatura nella camera del nido e monitora la costa per alcuni chilometri intorno all’area a ridosso del bar ristorante “Il Tramonto”. «C’è la possibilità – ricorda Luana Papetti – che la tartamamma torni in particolare dopo circa 12-15 giorni, periodo di internesting, per deporre una seconda nidiata. È una strategia adattativa che permette a questi animali di dislocare nel tempo e nello spazio l’intero potenziale riproduttivo di una stagione che – spiega –, se deposto tutto insieme in un unico sito, potrebbe andare incontro a distruzione completa qualora quel sito fosse soggetto ad un evento avverso come una mareggiata o la distruzione da parte di un mezzo meccanico o ancora l’individuazione del nido da parte di un predatore. Invitiamo tutti i frequentatori della spiaggia di Rimigliano a guardarsi intorno in cerca di nuove possibili traccia di mamma tartaruga». –

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