La Villa è a corto di custodi, ridotti gli orari d’apertura

La dimora dell’Imperatore è visitabile solo la mattina o solo nel pomeriggio. Organico all’osso per il pensionamento di quattro addetti e un trasferimento

PORTOFERRAIO. Mancano i custodi, quattro dei quali sono andati in pensione. E così la villa napoleonica di San Martino sarà visitabile o solo la mattina o solo nel pomeriggio. Una stangata da spending review che arriva proprio all’inizio della stagione turistica e che ha mandato il boccone di traverso agli operatori turistici dell’isola.

L’orario d’apertura al pubblico del museo nazionale è già stato ridotto. Solo la mattina (martedì, giovedì, sabato e domenica). Oppure solo il pomeriggio (mercoledì e venerdì). Lo sarà per tutta la primavera e la prossima stagione estiva. «Se non interverranno importanti novità da parte del Ministero dei neni culturali», così dicono alla biglietteria di San Martino.

È l’effetto del pensionamento di quattro custodi che, per raggiunti limiti d’età, sono stati immessi a riposo, e per un altro sorvegliante che ha chiesto e ottenuto il trasferimento in un altra sede del polo museale della Toscana (cui dipendono le due regge napoleoniche dell’Elba), per congiungersi con la famiglia. Risultato finale è stato che a San Martino sono rimasti in organico soltanto sei addetti alla custodia.

Troppo pochi per garantire la regolare apertura del sito museale, cosa invece che avviene (fortunatamente) per la seconda residenza napoleonica in centro storico, la reggia de’ Mulini (chiusa solo il martedì per turno settimanale).

L’orario a singhiozzo a San Martino penalizza ulteriormente questo museo che - è bene ricordare - risulta sempre ai primissimi posti all’Elba e in Provincia per numero di visitatori, mentre in Toscana è compreso nella cinquina dei più visitati l’anno. Più San Martino che i Mulini, nonostante la reggia in centro storico sia più ricca di arredi, quadri, senza contare le stanze e gli oggetti (fra questi i volumi lasciati in donazione alla comunità elbana dall’Imperatore Bonaparte) e disponga anche del giardino.

«Fino a quando non si decideranno di sostituire le persone che sono state messe in pensione – ci segnalano sempre alla maison rustique di San Martino – questa sarà la situazione e i visitatori dovranno tener conto di questo orario».

Martedì, giovedì, sabato e domenica la biglietteria è aperta dalle 8,30 alle 13. Il mercoledì e il venerdì invece dalle 14 alle 18,30. Senza dimenticarsi che da settembre dello scorso anno è vacante il ruolo di direttore dei musei nazionali. Funzione, questa, che temporaneamente è ricoperta da Stefano Casciu, il quale è anche direttore del Polo museale della Toscana e per ora anche direttore di altri musei toscani che, come quelli dell’Elba, non hanno il titolare. E, allora, se si guarda ad altre realtà regionali, come per esempio al museo nazionale della Certosa monumentale di Calci (Pisa) che addirittura si è visto costretto a chiudere i battenti, all’Elba è andata di lusso, anche con orario ridotto cioè quando la mattina è aperto è chiuso il pomeriggio (e viceversa). «Lo abbiamo fatto sebbene con sacrificio – concludono i custodi che attualmente sono in servizio – perché crediamo nelle potenzialità di questa residenza e perché non vogliamo deludere le aspettative di chi scende all’Elba per visitare i luoghi che videro ospite il generale corso». —