Nella caserma di Rio dimenticata per anni, dove i carabinieri hanno le valigie pronte

L'ufficiale giudiziario in caserma lo scorso 29 gennaio

Nel comune ex minerario dell'isola d'Elba ad essere "barricati" nei locali reclamati dai proprietari non sono dei cittadini morosi, ma i carabinieri del paese

RIO MARINA. Lo sfratto è esecutivo dallo scorso luglio. Ma gli inquilini non vogliono saperne di uscire. E c’è un piccolo problema che poi tanto piccolo non è. A restare “barricati” nei locali reclamati dai proprietari, ormai da mesi, non ci sono dei semplici cittadini morosi, bensì i carabinieri del paese. E ad essere fuori regola con l’affitto è lo Stato che, dopo aver “schivato” per due volte altrettanti accessi dell’ufficiale giudiziario, sta cercando di evitare una figuraccia nazionale con l’aiuto del Comune di Rio, disposto a sistemare in tempi da record i locali del centro giovani del paese. Per riuscire nell’impresa, tuttavia, ci vuole il via libera dei proprietari dell’immobile in viale Principe Amedeo i quali, dopo anni di tribolazioni, vedono nella cessione dei locali al Comune, in cambio di circa 500mila euro, l’unica via d’uscita. Della serie: «Dateci i soldi e nessuno si farà del male».

Sono i dettagli del paradosso che, da qualche mese, ha portato agli onori della cronaca nazionale il piccolo comune ex minerario di Rio, nato il 1° gennaio del 2018 dalla riunificazione dei Comuni di Rio Marina e Rio nell’Elba. Sull’isola dei tanti campanili due comunità hanno deciso di unire le energie, mettendo da parte le vecchie ruggini e le rivalità tra quelli del coccolo ’nsu (Rio Elba) e del coccolo ’ngiù (Rio Marina). Certo che iniziare l’avventura perdendo il presidio di sicurezza rappresentato dalla caserma dei carabinieri non sarebbe il massimo. Ma se per i riesi lo sfratto della caserma è vissuto da tempo come un’urgenza, per lo Stato l’emergenza ha iniziato a farsi sentire solo a “ferita aperta”. E i carabinieri di Rio Marina, rimasti per anni in una caserma senza più un contratto di affitto, sono rimasti troppo a lungo abbandonati.

Un caso paradossale, dunque. Anche se non isolato.

Basta cercare su Google “sfratto caserma” per rendersi conto delle tante piccole realtà periferiche che, negli anni, hanno perduto le sedi dei militari per mancati pagamenti e contratti scaduti. Con il ministero dell’Interno e le prefetture che non hanno brillato per reattività.

LA CASERMA CONTESA

Quindici locali, tra uffici e appartamento di servizio. Un presidio di legalità ricavato, nel 1990, in un immobile situato lungo viale Principe Amedeo, la strada principale che taglia in due il paese di Rio Marina fino ad arrivare sul mare. I proprietari Anna e Vincenzo Scalabrini e Massimo Gori, quando trent’anni fa firmarono il contratto con il ministero dell’Interno, lo fecero con un pizzico di orgoglio. Non potevano certo immaginare quello che sarebbe accaduto. Ai proprietari lo Stato ha riconosciuto un canone di 21.600.000 lire, somma convertita, nel 2002, in 11.155,46 euro. Nel 2007 il contratto di affitto è scaduto e i proprietari hanno presentato formale disdetta.

Eppure, in questi 12 anni, la Prefettura non è mai arrivata alla stipula di un nuovo contratto, nonostante l’Agenzia del Demanio, nel 2009, avesse stabilito come cifra congrua per il canone 22.925 euro all’anno. Insomma, da dodici anni i carabinieri restano nella caserma di Rio Marina pagando una cifra irrisoria, addirittura ridotta a 9482 euro nel 2012 a seguito della spending review, e senza un contratto di locazione. Per questo i proprietari si sono rivolti all’avvocatessa Francesca Iovine e hanno avviato la procedura di sfratto, che si è conclusa con la sentenza del tribunale di Livorno nel novembre del 2017, con la quale si ordinava il rilascio degli immobili entro il 31 luglio del 2018.

RESISTENTI ALLO SFRATTO

Lo scorso 29 gennaio l’avvocatessa Francesca Iovine è salita in macchina a Portoferraio con l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Livorno e i proprietari dell'immobile. Tutti assieme hanno affrontato le curve a gomito della strada del Volterraio, che si arrampica da Portoferraio, per poi scendere lungo la valle che si affaccia sul versante orientale dell’isola d’Elba. E, una volta arrivati a Rio Marina, hanno suonato al campanello della caserma dei carabinieri. Era il secondo accesso dell’ufficiale giudiziario (il primo si concluse con un nulla di fatto).

Anche in questo caso i carabinieri non sono usciti dai locali. Al termine di un incontro durato circa un’ora, l’avvocatessa Iovine ha fatto il punto delle situazione. «È tutto rimandato al 12 marzo – ha spiegato – la Prefettura ci ha proposto un canone maggiorato fino a quando sarà realizzata un’altra caserma, ma dopo dodici anni i proprietari non accettano altri rinvii. L’unica soluzione è la cessione dell’immobile al Comune a una cifra che abbiamo concordato».

Caserma di Rio nell'Elba, per la proprietà la soluzione è vendere al Comune

Tutto risolto, dunque. E invece no. Sono passati giorni e l’offerta d’acquisto da parte del Comune non è stata formalizzata. Il sindaco Marco Corsini, pubblicamente, ha spiegato come l’acquisto a una cifra vicina ai 500mila euro non fosse praticabile dal Comune, così come non poteva essere una soluzione la realizzazione ex novo di una caserma in località Vigneria, come le amministrazioni precedenti avevano programmato. Insomma, lo sfratto della caserma e la perdita del presidio di legalità nel paese ex minerario sembrava inevitabile.

LO SPIRAGLIO

I carabinieri avevano già le valigie in mano. Ma quella che sembrava una fine già scritta potrebbe cambiare in extremis. Mercoledì scorso, finalmente, il prefetto Gianfranco Tomao è arrivato all’isola d’Elba, assieme al comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Magro. Hanno incontrato il sindaco del Comune di Rio Marco Corsini che ha proposto loro una sorta di piano B. Il Comune ha infatti individuato nei locali del Centro Giovani, situati a poche decine di metri dall’attuale caserma, una possibile alternativa all’immobile conteso. Devono essere ristrutturati, ma per completare i lavori, secondo l’amministrazione riese, serviranno solo sei-sette mesi.

Il Centro Giovani di Rio Marina, l'immobile che potrebbe ospitare la nuova caserma dei carabinieri (foto da Google Maps)

«Quell’immobile avrebbe fatto comodo anche al Comune – ha spiegato al Tirreno, Marco Corsini – ma è più importante assicurare la presenza dei carabinieri nel nostro territorio. Mi auguro che la proprietà si renda conto che la soluzione è dietro l’angolo».

Insomma, dopo dodici anni di ritardi e pagamenti dimezzati, saranno ancora i privati a dover portare pazienza. Ma non è detto che lo facciano. La proprietà, infatti, attende una proposta ufficiale da parte dello Stato e, a quel punto, prenderà una decisione. Fino ad oggi l’avvocatessa Iovine, con in mano la sentenza di sfratto, aveva indicato la cessione come unica possibilità. In quel caso le valigie potrebbero, di nuovo, tornare utili ai carabinieri. —