Tagli di personale in Aferpi, cresce l’allarme dei sindacati

Un operaio al treno medio piccolo (foto Paolo Barlettani)

Venerdì 18  l’incontro con l’azienda che lamenta forti perdite dal mese di agosto. Per Fim, Fiom e Uilm si recuperano solo con investimenti e ripresa produttiva

PIOMBINO. PIOMBINO. L’incontro con la direzione Aferpi non ha fugato le preoccupazioni. Alla fine, i sindacati le hanno affidate ad un lungo comunicato stampa. Gli interrogativi sono collegati direttamente alla riduzione ulteriore di personale, peraltro, sostanzialmente in sintonia con le linee guida del piano, stando alle informazioni fornite durante il brindisi di fine anno.

La nuova spending review, per Fim, Fiom e Uilm sta intaccando l’organizzazione del lavoro. Celando una ristrutturazione che in alcuni casi intaccherebbe i livelli di sicurezza mentre per dare corpo alle prospettive c’è ancora molto da fare. Che i conti non vadano bene, i sindacati lo sapevano già. Da qualche tempo circola la cifra dei due milioni di perdite al mese iniziando da agosto.

Anche ieri di perdite si é parlato, senza accennare ai numeri. Un elemento che comunque, secondo le organizzazioni sindacali, un gruppo esperto come Jsw non può non aver messo in preventivo. Uno stabilimento fermo e senza più clienti - dicono - non ha altri modi per recuperare mercato e tornare ad essere operativo realizzando utili, se non quello di far partire gli investimenti previsti, oltre a lavorare per acquisire commesse e ottenere continuità.

Investimenti che, secondo il ministero, devono accompagnare il ricorso agli ammortizzatori sociali la cui scadenza si avvicina e che l’azienda sta anticipando mentre a Roma non si è ancora insediata la commissione che deve approvare la procedura. Di questa erosione di personale i sindacati hanno una visione parziale, dovuta alle segnalazioni ricevute. Da qui la richiesta di programmare fin da lunedì dei sopralluoghi per capire in quali postazioni e come si pensa di intervenire. Non é piaciuto il caso della portineria centrale che si é deciso di chiudere di notte tagliando un paio di addetti su tre. Una situazione che rischia implicazioni serie se ci fosse la necessità di far entrare mezzi di soccoso dall’esterno e l’unico operatore fosse impegnato sul reparto dove si è manifestato il problema.

Altra richiesta del sindacato, quella di un incontro con le imprese che devono occuparsi degli smantellamenti per fare in modo che si utilizzi al massimo personale di Piombino. «Non è accettabile - affermano - che in un’area di crisi complessa, dove sono state spese risorse pubbliche per la formazione e molte altre dovranno essere messe a disposizione dalla Regione, non si riesca ad utilizzare personale locale».
Nella riunione di ieri sono state comunicate altre date che porteranno il mese di marzo ad avere tutti e tre i treni di laminazione in marcia. Il Tmp ripartirà il 21 gennaio fino al 9 febbraio per fornire billette per la Gsi (che riparte il 28 Gennaio con importanti obiettivi di produzione). Dopo, l’arrivo di semiprodotto permetterà di ripartire il 25 febbraio con una programmazione che arriva ad ora a tutto marzo come quella del Tve, che si dice riparta il 4 febbraio. Il Tpp, che sta laminando, fermerà nella prima settimana di febbraio, per ripartire il 18 e fermarsi il mese successivo.

Fim, Fiom e Uilm chiudono la nota con la richiesta canonica dell’incontro al Mise per monitorare gli impegni presi, anche in termini di risorse. In mancanza, ipotizzano forme di mobilitazione.