Brindisi in fabbrica, buffet, musica e anche animazione

Operai al lavoro in fabbrica (foto Paolo Barlettani)

Jsw ha esteso l’invito a tutti i lavoratori e alle loro famiglie. L’Ugl difende la scelta: «Per un’impresa è prassi»

PIOMBINO. Brindisi nel capannone della Vertek per lavoratori Jsw e le loro famiglie. Bambini inclusi. Un’operazione Porte aperte in chiave natalizia con cui oggi il gruppo indiano dice di voler fare gli auguri ai propri dipendenti. Tutti. Quelli ancora fuori,la maggioranza, e quelli rientrati in fabbrica.

I partecipanti potranno accedere da entrambe le portinerie dove saranno accolti dal servizio vigilanza. Le guardie li accompagneranno ai bus navetta che collegano alla struttura. Lì, venerdì 14 dalle 17 alle 20, buffet, animazione e musica con Carlino Dj. Poi, di nuovo in bus per uscire. Nello spazio i lavoratori hanno allestito un albero di Natale con “pezzi” di fabbrica e di suoi prodotti.

Non risultano indiscrezioni sulla presenza del management indiano. E c’è chi confida in un effetto sorpresa.

L’idea di Jindal ha diviso. Usb parla di «situazione grottesca, in uno stabilimento con un solo treno di laminazione attivo, dove non si sono ricevute garanzie sul piano industriale, e 1.300 operai in cig, da gennaio avranno un reddito di 700 euro». Sulla stessa linea Camping cig: «Altro che brindisi, dentro c’é un clima da caserma, pressati sui ritmi anche quando le condizioni di sicurezza non sono ideali, con impianti fatiscenti».
Va in aiuto di David Romagnani (segretario Fiom) che, invece, aveva parlato di positiva inversione di tendenza (Fim e Uilm non sono intervenute),l’Uglmet e la sua Rsu: «Jsw - si afferma - non è un ente benefico ma una multinazionale. In questo momento, la festa di Natale può essere percepita come fuori luogo sia per le condizioni economiche dei lavoratori che per il lento stato di avanzamento del piano. Ma - si aggiunge - dobbiamo considerare che, per un imprenditore, sia prassi fare iniziative così. I soldi necessari provengono dalla casamadre, non dalle casse locali».

«Si tratta solo di propaganda, di uno spreco economico? Forse sì ma un sindacato serio - prosegue la nota - non deve certo mettersi a boicottare un'iniziativa che porta comunque del lavoro: per le dipendenti delle mense, per coloro che si occuperanno del servizio navetta, per l’allestimento. Nel caso le derrate risultassero eccessive, alla fine le si consegnino a qualche ente benefico». —