Il Governo chiama i sindacati ma sulla «cig» boccia Aferpi

Il presidio di martedì scorso davanti al Comune (PaBar)

Annullata la manifestazione dei sindaci. Piombino di fatto esclusa dal nuovo decreto sugli ammortizzatori sociali: 200-300 euro in meno in busta paga

PIOMBINO. Il Governo convoca i sindacati per il 16 novembre sugli ammortizzatori sociali, e così viene annullata la manifestazione a Roma che prevedeva la presenza oggi al Mise dei sindaci delle province di Livorno e Grosseto con i sindacati.

In realtà così facendo il Governo risponde implicitamente con un “no” alla richiesta dei sindacati essere inserito nel nuovo decreto sugli ammortizzatori.


Lo spiega il vicesindaco Stefano Ferrini: «Ci fa piacere che la nostra richiesta sia stata accolta – afferma Ferrini – allo stesso tempo siamo meno contenti per il fatto che Piombino non rientri tra le città interessate dal decreto specifico del governo sull’estensione degli ammortizzatori sociali, dal momento che la convocazione per la situazione di Piombino è per il 16 novembre, mentre l’accordo con il governo che prevede l’estensione della Cassa integrazione in deroga verrà firmato entro il 12 novembre. È giocoforza pertanto che Piombino non rientri in questo accordo».

«In ogni caso – continua Ferrini – per la nostra città si andrà probabilmente verso un accordo sindacale con l’azienda che non dovrebbe penalizzare i lavoratori. Dispiace che Piombino non sia stata contemplata nell’ambito di questo decreto, perché significa una perdita di centralità a livello nazionale».

Insomma il Governo non sembra considerare l’importanza dello stabilimento siderurgico piombinese nell’ambito della propria politica industriale, come invece aveva chiesto l’ad di Aferpi, Fausto Azzi, che nei giorni scorsi in un’intervista al Tirreno aveva auspicato «un po’ di flessibilità da parte del Governo», ritenendo che «Piombino debba rientrare nelle nuove forme di supporto fissate dal decreto per aree di crisi complessa, con integrazione salariale, considerando anche il valore strategico per il Paese delle nostre produzioni».

Deluso anche il sindacato: «È arrivata la convocazione per il 16 novembre al ministero del Lavoro per l’istanza di attivazione della cassa integrazione per aree di crisi complesse – si legge in una nota di Fim, Fiom, Uilm e Uglm – e non condividiamo l’impostazione del Governo che non ha dato a oggi una risposta alle nostre richieste al riguardo della possibilità di accedere al nuovo decreto. Per il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto e per la tutela di tutti i lavoratori, già da oggi dobbiamo attivarci per il raggiungimento del miglior risultato complessivo, al fine di salvaguardare la situazione economica dei lavoratori».

Con l’azienda infatti c’era già un’intesa, in caso che dal Governo non fosse arrivata un’interpretazione favorevole ai lavoratori di Aferpi riguardo all’inclusione nel nuovo decreto: l’azienda anticiperà la cassa integrazione e userà le ferie per gli ultimi tre mesi dell’anno in modo da garantire la tenuta salariale. Che però poi da anno nuovo per evitare la perdita di 200-300 euro al mese rispetto alla cassa integrazione in deroga, avrà bisogno di formazione e maggiori rotazioni, mentre le ferie saranno spalmate sui 12 mesi.

Giovedì intanto i sindacati hanno parlato di formazione con l’azienda con la Regione. Al termine i sindacati hanno spiegato, dopo aver illustrato la propria posizione sulla convocazione del 16 per gli ammortizzatori, che «intanto oggi (ieri per chi legge ndr) abbiamo raggiunto un’intesa di massima sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione con la Regione e con l’azienda. Nei prossimi giorni, prima dell’incontro a Roma, inizieremo con Aferpi una serie di incontri per discutere e valutare le problematiche ancora in essere. Alla fine, il percorso sarà illustrato e condiviso con tutti i lavoratori».