Jsw, l’azienda incontra i sindacati: «A ottobre blumi e billette»

Porto, un dettaglio dell'area industriale (foto Paolo Barlettani)

Il treno rotaie in marcia fino a metà dicembre, il vergella partirebbe in novembre. Più difficoltosa la situazione dell’impianto a barre per problemi nei rifornimenti

PIOMBINO. Arrivano altre navi di semiprodotti. Ma gli interrogativi restano. Soprattutto per gli ammortizzatori sociali in scadenza. E per l’obiettivo della piena occupazione. Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm insieme ai coordinatori di Jsw e Piombino Logistics hanno chiesto un incontro alla direzione aziendale ottenendolo ieri mattina. Ed è lì che sono state comunicate le previsioni per l’attività dei treni di laminazione.
Per la marcia del treno rotaie è prevista una nave di blumi in arrivo intorno al 20 ottobre. «Questo - scrivono i sindacati in una nota - consente di prevedere di lavorare in continuità fino a metà dicembre per poi ripartire, sempre in continuità, dal 7 gennaio».

Su tutto, aleggia il bando di gara Rfi i cui esiti sono vicini. È chiaro l’auspicio che a Piombino sia assegnata almeno la metà delle quote di rotaie che le Ferrovie dello Stato intendono acquistare nel prossimo triennio.

Al treno vergella dovrebbe finire il carico di billette da 30 mila tonnellate il cui arrivo in banchina è stimato per fine ottobre. La ripartenza dell’impianto avverrebbe dal 5 novembre fino alla prima settimana di dicembre. Poi, ripartenza della laminazione in continuità dal 7 gennaio. Più problematico il discorso per il treno a barre.
La direzione ha espresso ai sindacati le difficoltà per la fornitura di billette per quel tipo di impianto, la cui partenza è data genericamente per l’inizio del nuovo anno. Notizie che a Fim, Fiom e Uilm e ai rispettivi coordinatori paiono positive, «seppure - si legge nella nota - si tratta solo dei primi passi per tornare ad avere una continuità produttiva su tutti i treni di laminazione. E questo, in attesa di vedere, a distanza di circa due mesi dall'arrivo della nuova proprietà, la partenza degli smantellamenti e degli studi per i necessari investimenti per tornare a produrre acciaio».

I sindacati sottolineano la necessità di far ruotare il massimo numero di lavoratori, almeno nei reparti con un minimo di continuità. «Porremo le nostre richieste all'azienda anche davanti al governo quando saremo convocati al Mise. Restano infine ancora molte preoccupazioni - si aggiunge - rispetto agli ammortizzatori sociali necessari».

La prossima settimana si riunirà un consiglio di fabbrica con la Rsu Aferpi e Piombino Logistics. «Perché - chiude la nota - se il Ministro del lavoro e dello sviluppo economico non ci convocherà ci mobiliteremo, come già annunciato, con i lavoratori per ottenere le necessarie garanzie del reddito per l'intera durata del piano industriale Jindal. L’obiettivo per il quale ci stiamo battendo dal 2009 resta il lavoro». Dopo l’incontro al consiglio di fabbrica si terrà un'assemblea con i lavoratori per fare il punto complessivo della situazione. —