Aferpi, parla Benikene: "Una causa sarebbe un danno solo per i lavoratori"

Said Benikene (a sinistra), con Issad Rebrab

L'Ad dice di avere un piano industriale pronto per dicembre: "Sorpresi dalla decisione di Calenda"

PIOMBINO. "Siamo rimasti sorpresi dalla decisione del ministro Calenda di dare avvio dell'azione legale ai danni di Cevital. Pensiamo che questo tipo di strada avrà solo una vittima, i 2000 dipendenti, appesi per anni alle decisioni della giustizia".

E' quanto ha detto all'Ansa Said Benikene, ad di Aferpi e di Cevital che aggiunge: "Ci auguriamo che non si prosegua sulla strada del contenzioso legale che altrimenti ci vedrà costretti a difenderci, avendo dalla nostra il rispetto di tutti gli adempimenti formali".

E ancora: "Crediamo nel nostro progetto di rilancio delle acciaierie di Piombino e stiamo continuando a lavorare per presentare il nostro piano industriale entro la fine di dicembre, come previsto dall'addendum".

"Crediamo nel nostro progetto di rilancio - spiega l'ad - attraverso la riapertura dell'alto forno e la costruzione di una nuova fornace elettrica per tornare a coprire dall'inizio il processo del value chain. Per farlo abbiamo individuato dei partner solidi ed affidabili, Sinosteel e Magnum Steel, e riteniamo che la congiuntura favorevole del mercato dell'acciaio ci permetterebbe la massima valorizzazione delle nostre scelte".

Sulla vicenda interviene Sinistra Italiana con i parlamentari Stefano Fassina e Alessia Petraglia insieme ai coordinatori regionali del partito Marco Sabatini e Daniela Lastri,: "La scelta del ministro Calenda era ormai l'unica possibile ed è comunque arrivata tardi. È giusto avviare le procedure per risolvere il contratto con Cevital, ed è allucinante che l'ad Said Benikene possa ancora presentarsi come salvatore, utilizzando i lavoratori come scudo umano. Le nuove promesse con un piano industriale entro dicembre - aggiungono in una nota - vanno respinte senza esitazioni. Quel soggetto, speriamo sia chiaro a tutti, non è affidabile. Adesso il Governo sia conseguente: acceleri il percorso, fino ad arrivare alla totale acquisizione, che seppur temporanea, deve mettere in sicurezza l'asset strategico e i dipendenti, riportando immediatamente l'azienda sul mercato. E contemporaneamente si parta con le bonifiche sulle quali anche troppo tempo si è perso".

Secondo gli esponenti di Sinistra italiana, "la proprietà non ha rispettato alcun punto dell'addendum siglato a fine aprile. Si è perso troppo tempo dietro al sogno algerino e la colpa è del Governo che ha puntato su un soggetto non affidabile, scelta assolutamente fallimentare, eppure difesa fino a pochi mesi fa. E la Regione purtroppo è andata a ruota, fidandosi di Renzi e del Partito Democratico. Ora che la rotta è stata finalmente invertita, le istituzioni non abbiano più alcun ripensamento se davvero hanno a cuore il futuro della siderurgia a Piombino, cosa di cui dubitiamo fortemente.