Impianti fermi, tre milioni di penale

Notificato ad Aferpi ieri mattina l’atto di precetto su richiesta di Nardi. E la lettera di inadempienza partirà lunedì

PIOMBINO. Ieri mattina un ufficiale giudiziario ha notificato ad Aferpi un atto di precetto per tre milioni di euro.

Si tratta di una penale, prevista dal contratto, e ribadita peraltro anche nell’addendum, per sei mesi di fermo degli impianti.

L’atto di precetto è stato emesso dal tribunale su richiesta del commissario straordinario Piero Nardi che ha agito sulla base del contratto di compravendita.

Il contratto, infatti, prevedeva una penale di 500mila euro per ogni mese di fermo degli impianti di produzione, fino ad un massimo di tre milioni di euro.

E il commissario, dopo sei mesi in cui la produzione non va avanti, ha agito di conseguenza.

L’ufficiale giudiziario si era presentato in azienda anche mercoledì, ma ha trovato gli uffici chiusi. Così è tornato ieri e ha notificato l’atto.

Intanto va avanti la complessa procedura per la lettera di inadempienza all’azienda che, formalmente, dovrà essere firmata dallo stesso Piero Nardi, che ieri era al Ministero proprio per procedere alla stesura, su autorizzazione della Direzione generale delle amministrazioni straordinarie e dopo il parere del Comitato di sorveglianza.

Per capire bene in quale gioco di scacchi ci si trovi al momento va fatto un passo indietro.

Perché il 31 Aferpi ha comunque presentato “qualcosa”, cioè l’ipotesi di accordo con una società cinese e con una del Bangladesh. Poca roba, a dire il vero, ma comunque qualcosa è. C’è quindi il rischio concreto che, di fronte alla lettera di inadempienza, Aferpi risponda con una richiesta di danni. E questo porterebbe a un incastro giudiziario che allungherebbe i tempi a dismisura.

La lettera, quindi, sarà scritta con grande attenzione, per evitare che si aprano scenari pericolosi.

Nella lettera, che con tutta probabilità sarà spedita questo lunedì, ci sarà quindi scritto che quanto presentato il 31 non è sufficiente e quindi ci sono gli estremi per l’inadempienza, ma che, comunque, Aferpi ha la possibilità di specificare meglio i dettagli del possibile accordo con le due società.

È bene chiarire che, in questi casi, ci sarà un tribunale competente che, vista la lettera di inadempienza, sentirà poi la controparte, fino alla decisione finale che, come per qualunque altra procedura giudiziaria, sarà nei tre gradi di giudizio, fino alla Cassazione.

Un altro nodo da sciogliere riguarda la possibilità, prevista dal decreto legge sul Mezzogiorno, scritta per l’Ilva ma valida anche per Piombino, che si possano accorciare i tempi andando ad una nuova amministrazione straordinaria.

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