Battaglia legale conclusa, Onorato si tiene Toremar

Due traghetti di Moby e Toremar si incrociano nel canale di Piombino (foto Pabar)

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso presentato da Toscana di Navigazione. La società di Del Giudice non possedeva i requisiti per acquisire la compagnia

PORTOFERRAIO. La battaglia legale per l’affidamento della Toremar si è conclusa una volta per tutte. Dopo cinque anni dalla chiusura del percorso di privatizzazione e dall’aggiudicazione definitiva da parte della Regione Toscana, la compagnia di navigazione resta infatti, saldamente, nelle mani della famiglia Onorato.

È quanto hanno stabilito i giudici del Consiglio di Stato con la sentenza depositata lo scorso 26 luglio con la quale, di fatto, si mette la parola fine all’infinita contesa legale che ha messo di fronte Moby, la società che ha rilevato l’ex compagnia pubblica, e la Toscana di Navigazione, società che, pur avendo presentato la migliore offerta economica nel corso della gara avviata dalla Regione nel 2011, fu esclusa dopo che la commissione di gara rilevò una discordanza tra l’offerta economica e quella tecnica.

Da allora, nonostante la Toremar sia passata nelle mani della famiglia Onorato, la battaglia a suon di carte bollate non si è mai fermata e ha riservato un colpo di scena nel gennaio del 2015, quando il Consiglio di Stato, ribaltando la prima sentenza del Tar toscano, rimise in corsa la Toscana di Navigazione dell’armatore sardo Franco Del Giudice, ordinando alla Regione Toscana di riaffidare la compagnia. Ma le cose sono andate in modo diverso.

Fine del tormentone. I giudici del Consiglio di Stato, riuniti nella camera di consiglio dello scorso 7 giugno, hanno respinto il ricorso presentato da Toscana di Navigazione contro la Regione e nei confronti della compagnia di navigazione Moby. La società di Del Giudice è stata condannata a pagare le spese processuali in favore di Regione e Moby, liquidandole con 2500 euro per ciascuna parte, oltre agli accessori di legge. Ma, cosa ancor più importante, i giudici amministrativi hanno chiuso una vicenda che, tra ricorsi e colpi di scena, si è protratta dal 2012, anno dell’aggiudicazione di Toremar, ad oggi.

Il ricorso. La società Toscana di Navigazione, guidata dall’amministratore delegato Franco del Giudice, aveva chiesto al Consiglio di Stato la riforma della sentenza del Tar della Toscana del 26 ottobre del 2015, con la quale i giudici amministrativi avevano confermato la riassegnazione di Toremar nelle mani di Onorato.
Questo dopo che la Regione Toscana, con una determina del 30 marzo del 2015, aveva ravvisato la mancanza dei requisiti economici e tecnici in possesso di Toscana di Navigazione. In particolare la compagnia, rimessa in corsa a sorpresa dalla sentenza choc del Consiglio di Stato del gennaio del 2015, secondo la commissione regionale non aveva dimostrato in modo adeguato il volume dei servizi di trasporto marittimo passeggeri eseguiti nel periodo 30 novembre 2006 - 30 novembre 2009 e aveva fornito una documentazione economico finanziaria riportando i fatturati non solo delle società ausiliarie citate nell’offerta (Alilauro, Ciano Trading & Service), ma anche di società terze (Alicot, Tms, Vola via mare e Alilauro Gru.So.N.).

Insomma, Toscana di Navigazione non possedeva i requisiti richiesti al momento della gara, tanto che con la determina si è provveduto ad escluderla, come era già accaduto nel 2011 nel corso delle procedure di gara. Del Giudice ha impugnato l’atto regionale, ma stavolta è finito contro il muro del Tar (con la sentenza dell’ottobre 2015). E, oggi, del Consiglio di Stato.

I giudici amministrativi hanno respinto l’appello di Tdn, esaminando in via prioritaria i motivi di appello relativi alla capacità economica finanziaria. Secondo il Consiglio di Stato, sulla linea di quanto espresso dal Tar, «l’ausiliaria Alilauro non poteva cumulare, al fine di raggiungere il volume di affari richiesto dalla gara, e di cui Toscana di Navigazione era priva il fatturato di altre società per il solo fatto che queste appartenessero al medesimo gruppo di imprese». I giudici amministrativi hanno inoltre accolto le eccezioni proposte da Moby e dalla Regione, secondo cui alcune delle censure di Toscana di Navigazione erano state presentate oltre i termini di legge.