Mufloni, no all'eradicazione e sì al trasferimento di massa

Due mufloni

L'associazione Gruppo d'intervento giuridico onlus propone la cattura e il trasferimento dei capi in Sardegna, dobe l'ungulato è specia autoctona: "Sarebbe un ritorno a casa"

PORTOFERRAIO. 'Torna a casa, muflone'. Non è il titolo di uno sceneggiato. Né tanto meno di un film, bensì l'invito rivolto al Parco nazionale (che ne annunciato la completa eradicazione dell'ungulato) da parte dell'associazione ecologista sarda Gruppo d'intervento giuridico onlus, preoccupata del futuro immediato dei mufloni all'isola d'Elba.

Il destino dell'animale appare segnato, visto che si tratta di una specie non autoctona all'isola d'Elba. Lo è invece della Sardegna, oltre che della vicina Corsica, dove (ironia della sorte) invece è divenuto raro al punto da far correre il rischio estinzione. Detto fatto, l'associazione che è nata a Cagliari nel 1992, si fa promotrice del progetto (potrebbe essere finanziato con i fondi comunitari) di un vero e proprio trasferimento dei capi dall'Elba alla Sardegna e Corsica, e destinarli in aree idonee alla reintroduzione. Un vero e proprio ritorno a casa. Altro che abbattimento in massa.

"Infatti - si legge nel comunicato del gruppo sardo pro muflone - nel corso degli anni '80 del secolo scorso alcuni esemplari di muflone (Ovis aries musimon) furono introdotti per scopi venatori sull'Isola d'Elba, nel Comune di Marciana. L'idea era quella di far felici i cacciatori, così come accaduto in tante altre parti d'Italia (Appennino, Alpi), in Germania e nel resto dell'Europa centrale, nei Balcani e, addirittura, nelle Americhe. Oggi è stato introdotto ed è presente in molte altre aree. Il muflone, infatti, è specie animale piuttosto frugale e si riproduce facilmente. Così è avvenuto anche all'Elba, dove, dopo l'adozione di diversi piani di cattura o abbattimento selettivo eseguiti negli anni scorsi, vi sarebbero tuttora 500-600 esemplari, con vari effetti negativi su vegetazione e colture agricole. Lo scorso 30 maggio 2016 il Consiglio direttivo dell'ente Parco nazionale dell'arcipelago toscano ha deliberato un atto di indirizzo finalizzato alla predisposizione di un piano di completa eradicazione del muflone dall'Isola d'Elba".

Se il muflone sulla maggiore isola della Toscana abbonda, non lo è invece sulle isole autoctone al punto da suggerire al legislatore stringenti misure normative per la rarità. In Sardegna si stimano complessivamente circa 6 mila esemplari sparsi in areali (Asinara, parte del Limbara, Capo Figari, Supramonte-Gennargentu, Tonneri, Monte Albo, Pabarile-Montiferru) limitati e non collegati fra loro. Mentre in Corsica si stimano 400-600 esemplari, presenti soprattutto nelle riserve naturali di Bavella e di Asco.

La richiesta del Gruppo d'intervento giuridico onlus è stata inoltrata al ministero dell'Ambiente, alla Regione autonoma della Sardegna, Comunità territoriale della Corsica, Regione Toscana, Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, il Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano. "Il Gruppo d'intervento giuridico onlus - conclude Stefano Deliperi - ritiene che il piano di trasferimento dall'Elba e reintroduzione dei mufloni in Sardegna e Corsica possa venire incontro alle varie esigenze e, soprattutto, alla salvaguardia di una delle più caratteristiche e rilevanti specie selvatiche del Mediterraneo".