«Mi dimetto da ambasciatore delle Città del vino»

SUVERETO. Walter Gasperini non ottiene risposta dal Presidente nazionale delle Città del vino, a cui aveva chiesto provvedimenti nei confronti di alcuni protagonisti del Palio delle Botti di Serrone...

SUVERETO. Walter Gasperini non ottiene risposta dal Presidente nazionale delle Città del vino, a cui aveva chiesto provvedimenti nei confronti di alcuni protagonisti del Palio delle Botti di Serrone (Frosinone) dello scorso settembre, e si dimette dopo 20 anni da ambasciatore delle Città del vino.

Al Palio di Serrone, nel racconto di Gasperini, alcuni spingitori di Corropoli (Teramo) si erano resi protagonisti di di episodi poco “sportivi”. Da qui la protesta dell’ex sindaco di Suvereto: «Purtroppo è stato dimostrato l’alto grado di arroganza e prepotenza – scrive – di alcuni spingitori. Ritengo che i fatti meritino una chiara azione di espulsione da componente della nostra associazione, che deve garantire un continuo valore culturale, sociale, etico e morale dei suoi associati. Chi non riesce a esprimere questi concetti, non può essere degno di far parte della Città del vino».

«Condivido pienamente chi sostiene che l’idea del Palio nazionale delle Botti – prosegue – fin dalla sua prima edizione da parte dell’Associazione esprime un primo principale scopo, quello di creare occasioni d’incontro e di festa tra le diverse Città del vino, favorendo gli scambi anche culturali, nonché l’amicizia tra le squadre e le diverse comunità rappresentate. Il Palio nazionale delle Botti è lo strumento, non il fine, per favorire queste occasioni d’incontro e pertanto appaiono fuori luogo, se non addirittura inaccettabili e perciò condannabili senza alcuna riserva, eventuali manifestazioni di intolleranza o di violenza che possano turbare il regolare svolgimento delle gare».

Il problema, scrive Gasperini, è che «nonostante solleciti a più riprese, non ho avuto nessuna risposta da parte del presidente Floriano Zambon, al quale al di là delle enunciazioni teoriche, appare evidente che non interessa applicare regole fondanti dell’Associazione e soprattutto non interessa il parere di un ambasciatore». Così Gasperini ha deciso di «restituire il titolo di Ambasciatore delle Città del vino».