Al Vinitaly di Verona numerose aziende dalla Val di Cornia

Produttori da Suvereto, Piombino e anche da Campiglia Francesco Iacono (Muratori): «Quest’anno buona qualità»

VAL DI CORNIA. Appuntamento con il Vinitaly 2016 che s'inaugura domenica a Verona. 50 edizioni con il presidente della Repubblica Mattarella e il presidente del consiglio, Matteo Renzi.

La presenza del nostro territorio sarà quest'anno un po' più numerosa. La Val di Cornia occupa ormai un suo posto nelle realtà del vino di qualità, ha un mercato che si può tranquillamente definire internazionale ed è molto conosciuta.

Queste le aziende presenti. Piombino: Sant'Agnese (fratelli Gigli) stand con San Luigi (Silvia Tolomei), ritornano poi nello stand della Cia con il Consorzio tutela vini Doc Val di Cornia il Podere San Giusto (Bonti Pierluigi e Giovanni), la novità Marsilio Giannini (azienda a Riotorto); Suvereto: Gualdo del re (Nico Rossi), Tua Rita (Stefano Frascolla e Simena Bisti), Bulichella (Alessandro e Stefano Bonaguidi), Petra (Francesca Moretti ed Ettore Maggi), fratelli Muratori (Francesco Iacono, Luigi Di Michele e Michela Muratori), Fralluca (Luca Recine con la moglie Francesca); Campiglia: Giomi-Zannoni nello stand Cia del Consorzio tutela Doc. Presente anche Teradonna.

Molti gli appuntamenti di grande prestigio che si svolgeranno nell'arco dei quattro giorni di apertura del Vinitaly (chiude mercoledì). Tante le iniziative che presenteranno le novità dei vini italiani, ma anche notevole la presenza di quelli internazionali. Alcuni numeri del Vinitaly 50 anni per dare una idea di questa realtà: 4100 espositori, rassegna su oltre 10 mila metri quadrati, attesi 55 mila operatori stranieri di 141 nazioni e 1000 buyers dall'estero, l'export italiano vola, ha superato nel 2015 i 5,4 miliardi di euro.

La presentazione dell'edizione 2016 in una breve intervista a Francesco Iacono vice presidente del gruppo fratelli Muratori nella Val di Cornia Tenuta Rubbia al Colle (Suvereto) e ideatore e presidente “Progetto Arcipelago Muratori” quattro isole partendo dalle bollicine della Franciacorta ai bianchigialli del Sannio, ai “Giardini Arimei” dell'isola d'Ischia (vino da conversazione oltre che da meditazione) e solo rossi nella Val di Cornia.

Come è andata nel nostro territorio la vendemmia 2015? Sembra ci siano buone notizie per una delle migliori annate degli ultimi anni?

«Uso essere molto cauto a riguardo dei giudizi prematuri. Fanno capo a un desiderio di bruciare le tappe tipico del nostro tempo. La stagione 2015 è stata molto calda e siccitosa, le uve si sono molto concentrate e questo stato apparentemente bello e buono in vigna (grado zuccherino, contenuto e maturità fenolica) si è tradotto in necessaria altissima attenzione in cantina (fermentazioni lunghe). I vini comunque promettono molto bene. A mio parere sono molto particolari e diversi da quelli delle annate precedenti. Proprio per questo desidero lanciare un appello ai consumatori: apprezzare le diversità delle annate. A cosa servono i vari giudizi sulla qualità della vendemmia se poi cerchiamo costanza del prodotto? Il vino, almeno quello a cui intendo, è un prodotto della terra, dell'ambiente del clima Se terra e ambiente li possiamo considerare costanti, il clima no; e proprio su questo sarebbe bello confrontarsi».

Gianni Gorini

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