Aferpi, si prepara l’esodo per la trattativa decisiva

Il momento del voto dei lavoratori sulle iniziative decise da Fim, Fiom e Uilm (foto PaBar)

Decisi per il primo marzo sciopero di 24 ore e manifestazione davanti al ministero. Passi avanti nella trattativa sulle assunzioni in attesa del confronto Guidi-Rebrab

PIOMBINO. Primo round delle trattative sulle assunzioni Aferpi, mentre le assemblee organizzate in parallelo allo sciopero di un’ora e mezzo (con l’adesione del 32% dei lavoratori del primo turno e del 25,5% di quelli del secondo) hanno deciso le iniziative da qui al primo marzo, data dell’incontro, da tutti considerato decisivo, tra azienda e sindacati al Mise.

Sul piano delle assunzioni fonti aziendali parlano di passi avanti nella trattativa, con un altro incontro fissato per venerdì e una conclusione che non andrà oltre marted 16 il giorno cioè in cui Issad Rebrab s’incontrerà col ministro Federica Guidi.


Secondo le stesse fonti, l’azienda e i segretari di Fim, Fiom e Uilm hanno condiviso una linea rispetto ai processi organizzativi, ossia su come verranno suddivisi i nuovi entrati in modo da far funzionare con equilibrio la “solidarietà”. Ufficialmente di numeri non si è parlato, anche se si parte dai 254 rientri chiesti dal sindacato.

Nelle assemblee dove si doveva discutere delle azioni da intraprendere in vista dell’incontro del primo marzo, è passata la linea del sindacato in modo praticamente plebiscitario. L’incontro più animato è stato quello al Centro giovani, di fatto l’unico pubblico, a cui hanno potuto partecipare anche i componenti di “Minoranza sindacale”.
Fim, Fiom e Uilm dunque hanno deciso che il 16 – giorno dell’incontro Guidi-Rebrab – ci saranno presidi sindacali in Prefettura e in Regione in attesa dell’esito del confronto. E che il primo marzo sarà organizzato uno sciopero di 24 ore per organizzare la presenza a Roma dei lavoratori nel numero più alto possibile.

“Minoranza sindacale” invece chiedeva assemblee dopo l’incontro del 16, e una manifestazione il primo marzo con occupazione del Mise fino all’arrivo di una soluzione positiva. Si è votata solo la mozione di Fim, Fiom e Uilm, con solo poche astensioni.

Chiaro a tutti comunque che i prossimi giorni saranno decisivi, e che il confronto al Mise sarà senza appello per capire se il progetto Aferpi ha un futuro. Perché la cassa – hanno detto i sindacati – concede ormai un paio di mesi di attività. Servono al più presto una cinquantina di milioni – e l’ad Fausto Azzi sta lavorando in questo senso con le banche – per dare fiato non solo ai progetti ma all’attività stessa dei laminatoi.

Venerdì, nel quadro del tour della commissione regionale per la ripresa economico-sociale della Toscana costiera, il vicesegretario toscano del Pd, Antonio Mazzeo, il presidente della commissione due della Regione, Gianni Anselmi, e il segretario della federazione Pd, Valerio Fabiani, incontreranno in azienda Azzi e gli altri componenti del gruppo dirigente di Aferpi.