Rio, ok i campionamenti Non c’è rischio amianto

Il nuovo rilievo di Asa alla fontana in via Castelli esclude la presenza del minerale La società: «Non ci sono pericoli in nessuno dei comuni dell’isola d’Elba»

RIO NELL’ELBA. Non ci sono fibre di amianto nella conduttura idrica di via Taddei Castelli, in pieno centro storico. Lo comunica Asa, dopo aver effettuato ulteriori analisi alla fontanella “incriminata”. Gliele aveva imposte l’Ait (Autorità idrica Toscana), che aveva pubblicato sul suo sito i dati relativi alla presenza del minerale nelle principali reti della Regione e dell’Elba. Motivo di soddisfazione per il gestore unico per la provincia livornese che aveva predisposto su tutti i campionamenti in cui si è riscontrata una positività, un secondo piano di prelievi effettuati il giorno il 15 novembre e inviati il 16 novembre al laboratorio di Hera di Bologna, uno dei più specializzati centro analisi sul territorio nazionale.

Dunque i nuovi rilievi considerano «assenti» le fibre di amianto nell’acquedotto riese. Un sospiro di sollievo per la cittadinanza del comune ex minerario che, all’indomani della diffusione della notizia, si era allarmata nel venir a conoscenza dell’amianto (sia pure in dose estremamente basse) nell’acquedotto pubblico. E anche un peso tolto dallo stomaco del sindaco di Rio nell’Elba, Claudio De Santi, in qualità di massima autorità per quanto concerne la salute e l’igiene pubblica sul territorio amministrato, che aveva richiesto ad Asa ulteriori campionature per avere un’idea della portata del fenomeno, per poterlo circoscrivere con esattezza. Ieri è giunta l’ufficialità relativa alla situazione che si era venuta a creare sul paese collinare del versante minerario.

Asa inoltre informa che aveva iniziato un piano di campionatura costante. Nonostante il bassissimo valore di tubazioni di fibrocemento presenti nella rete elbana (circa il 5%), l’azienda ha provveduto a fare una campagna capillare, partendo da sette prelievi, che avevano dato tutti esito negativo, con valori non rilevabili, a esclusione di via Castelli a Rio Elba. «Il valore riscontrato, pari a 0,001464 milioni di fibre litro – si legge nella nota – corrisponde allo 0,02% del valore massimo consentito, quindi molto basso. Da tenere presente che secondo la metodica utilizzata dal laboratorio di Hera il limite attuale di rilevabilità è sceso da ottobre 2015 (dopo questa analisi) da 0,003 a 0,000397 M/Fb/lt. Da questo si evince che il valore rilevato si trova nella fascia della precedente “non rilevabilità”, tanto è basso, ma per correttezza lo abbiamo riportato ugualmente al fine di valutarne statisticamente la tendenza». E in relazione alle normative vigenti in materia Asa intende chiarire che a maggio 2015 l’Istituto Superiore della Santità conferma il limite di 7 milioni di fibre litro per la potabilità dell’acqua. «Questo limite – continua il documento - era già presente nel decreto del Ministero della Sanità del 14 maggio 1996. L’attuale legislazione, che tutela le acque potabili pubbliche con la legge 31/01, non riporta nessun ulteriore limite per le fibre di amianto, in quanto prendendo spunto dalla posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’argomento, rileva che non esistono pericoli tali da giustificare limiti e continui controlli, costosi, e dai valori statistici da interpretare correttamente. Nella competente commissione Europea, che sta revisionando la normativa, hanno già dichiarato che non inseriranno limiti su tale parametro, in quanto inopportuni, come confermato ulteriormente dall’Oms nel 2014. Questo è lo stato dei fatti, da un punto di vista legislativo, che il gestore e gli attori competenti devono obbligatoriamente rispettare».

«Cogliamo l’occasione per informare – conclude la nota di Asa - che abbiamo effettuato una campagna sulla ricerca del tallio, parametro recentemente venuto alla ribalta a Pietrasanta con conseguente non potabilità, anche nella sorgente dei Canali, risultando completamente assente, come nel resto dell’Isola e nelle acque distribuite dall’azienda».